Il consigliere regionale Nicola Cavaliere: “Subito in Aula la legge sulla Casa, imprese, lavoratori e cittadini non possono più aspettare”

Nicola Cavaliere
Nicola Cavaliere

Sollecito l’immediata discussione in Consiglio regionale della Proposta di legge sulla Casa approvata in Commissione tre mesi fa. Perché si perde tempo e si rimanda inspiegabilmente l’approvazione definitiva della legge?”.

A parlare è il Consigliere regionale Nicola Cavaliere, che punta il dito contro la maggioranza: “La ripresa del settore edile, fondamentale per dare nuovo impulso all’intero sistema economico locale, è una priorità per tutti, ma a quanto pare solo a chiacchiere. Perché poi coloro che hanno la responsabilità di guidare la Regione fanno crescere la polvere sulle carte e i buoni propositi vengono spazzati via alla prima folata di vento. Gli annunci – tuona l’esponente di Forza Italia – non bastano più, servono azioni concrete”.

“Nel 2013 – spiega il Consigliere azzurro – proposi la proroga del cosiddetto Piano Casa, approvata in Aula nel dicembre dello stesso anno. Nel 2014 la Commissione ha fatto un buon lavoro, in stretta collaborazione con le associazioni di categoria e gli ordini professionali. Ma si sta rivelando uno sforzo inutile, a causa dell’atteggiamento passivo e inconcludente di una maggioranza che alle parole non fa seguire i fatti. Basta guardare al Consiglio regionale e al suo ormai noto livello di “produttività”: tra lunghe sospensioni (che sono divenute una costante e una pessima abitudine) e discussioni che non vanno oltre il minimo sindacale delle mozioni e delle interrogazioni, mentre atti, norme e leggi importanti come questa finiscono nell’oblio”.

Sollecito – conclude Cavaliere – il presidente della III Commissione e il presidente del Consiglio regionale a portare in Aula il testo alla prossima seduta in programma in calendario. Non ci sono più scuse. Altrimenti – annuncia l’esponente di Fi – organizzerò a Palazzo Moffa una manifestazione di protesta che vedrà il coinvolgimento di tutte le parti interessate a questo delicato argomento: associazioni di categoria, ordini professionali, lavoratori del settore, rappresentanti sindacali e semplici cittadini”.

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