Il messaggio del presidente del Consiglio, Vincenzo Niro, per la ricorrenza del 25 aprile

Vincenzo Niro, presidente del Consiglio regionale del Molise
Vincenzo Niro, presidente del Consiglio regionale del Molise

“Più trascorrono gli anni e maggiormente si avverte il bisogno di alimentare la vivezza della memoria degli anni tragici che hanno segnato il destino italiano e la grande, eroica risposta del popolo alla barbarie nazifascista, raccolta e riassunta nella Resistenza”. Queste le parole di Vincenzo Niro, presidente del Consiglio regionale del Molise, in occasione dei 70 anni dalla Liberazione.

“La decantazione delle passioni, che sono state il sottofondo della lotta armata, – prosegue Niro – consente oggi di leggere quelle pagine di storia con molta più attenzione e accuratezza, e di trarre, con migliore e lucida coscienza, il senso e il valore di ciò che gli italiani hanno saputo realizzare sulle rovine fisiche, economiche e morali in cui era precipitato il Paese, sconfitto e lacerato.  Il 25 aprile è, dunque, e sarà, eternamente, una data incancellabile, inattaccabile, invulnerabile, tanto essa muove il ricordo e appella il riscatto che fu volontà, forza e patrimonio unanime di tutti coloro che imbracciarono le armi e sacrificarono la loro vita per il ritorno alla libertà e alla democrazia. Quel sangue versato, oggi reclama unità, coesione, responsabilità, partecipazione a sostegno della democrazia e della libertà così dolorosamente conquistate che, in un contesto storico mai così tanto contrassegnato da guerre, atti terroristici e barbarici, instabilità e paura, rischiano di essere insidiate e inquinate.  Il 25 aprile, e ciò che esso rappresenta per i valori inestimabili che ha saputo difendere e realizzare, non deve essere celebrato unicamente come la data della guerra di liberazione, ma come un costante, continuo riferimento per tutti gli uomini di buona volontà che credono nella libertà e nella democrazia. Agire nella loro difesa è un impegno imprescindibile, – conclude Niro – lasciatoci in eredità dai protagonisti della Resistenza e dai padri della nostra Costituzione”.

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