Migranti, Tavolo di coordinamento in Prefettura. Per il momento si escludono altri arrivi in Molise

Il Palazzo della Prefettura di Campobasso
Il Palazzo della Prefettura di Campobasso

Sono 583 i profughi che vivono nei rispettivi centri di accoglienza del Molise, 406 in provincia di Campobasso e 177 in quella di Isernia. I numeri sono stati ufficializzati questa mattina nel corso dell’incontro tenutosi in Prefettura a Campobasso. Un Tavolo di coordinamento regionale convocato per monitorare le misure di accoglienza dei migranti presenti sul territorio e confrontarsi sugli interventi da mettere in pratica per fronteggiare l’ingente afflusso di cittadini stranieri che quotidianamente sbarcano sulle coste italiane.

Durante la riunione sono stati anche resi noti gli esiti delle verifiche ispettive condotte nelle strutture di accoglienza temporanea da apposite commissioni, costituite da funzionari della Prefettura e della Questura che, hanno riscontrato il pieno rispetto degli standard di gestione, in conformità agli obblighi previsti dalle convenzioni sottoscritte con la Prefettura.

Al termine della riunione sono stati inoltre presentati, per la successiva approvazione, i progetti redatti dall’Ufficio scolastico regionale che ha proposto di organizzare corsi di lingua italiana per i profughi del Molise.

“Stiamo predisponendo dei bandi per far sì che altri comuni indichino la loro disponibilità ad accogliere i migranti”, ha detto il Prefetto Francescopaolo Di Menna che ha poi escluso, almeno nell’immediato, ulteriori arrivi in regione.

Dall’assessore regionale Michele Petraroia è invece partito un chiaro appello al governo nazionale. “Servono – ha detto l’esponente della giunta Frattura – centri di prima accoglienza dove ci sia l’identificazione e gli accertamenti sanitari, a garanzia sia dei cittadini stranieri sia di quelli italiani”. Lo stesso ha poi voluto porre l’accento sui progetti di integrazione che devono essere potenziati perché, ha detto “le strutture alberghiere non possono diventare un luogo in cui ‘parcheggiare’ i profughi”.
“Se tali iniziative vengono meno – ha poi concluso Petraroia – le stesse Prefetture hanno il dovere di intervenire e rescindere le convenzioni”.

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