“Tutto il mondo è Paese”, a Larino l’evento frutto del lavoro dei centri di accoglienza della cooperativa Senis Hospes

Locandina evento 8 Maggio 2017La Cooperativa Senis Hospes ha organizzato, per l’8 maggio 2017 a Larino presso il cinema-teatro Risorgimento, in collaborazione il Servizio Centrale SPRAR, il Comune di Larino, l’Associazione Il Villaggio delle Arti, una manifestazione dal titolo “Tutto il mondo è Paese” che sarà il risultato del laboratorio di studio e ricerca condotto con gli immigrati dei Centri di accoglienza gestiti dalla cooperativa.

La Senis Hospes è presente da diversi anni in Molise con progetti SPRAR e centri di accoglienza temporanei a Larino, Agnone, Petacciato, Ripalimosani, Campolieto e Ripabottoni; con questa iniziativa intende raccontare l’esperienza di integrazione con gli occhi dei protagonisti, con uno spettacolo teatrale che utilizzerà varie forme espressive (parole, musica, racconti, danze, immagini, testimonianze).

La manifestazione è stata organizzata grazie al lavoro sinergico di tutti i Centri d’accoglienza della Senis Hospes, che parteciperanno con una propria performance allo spettacolo e testimonieranno come l’integrazione raggiunta dai migranti è il risultato di un effettivo lavoro di accoglienza che le figure professionali e gli operatori hanno svolto durante il periodo di permanenza presso i Centri.

Al di là delle polemiche, che quotidianamente riempiono giornali e telegiornali, sulla presenza degli immigrati nel nostro Paese e dei problemi che essi creano, sulle collusioni tra qualche cooperativa (una o due presumibilmente) e malaffare utilizzate a fini elettoralistici, l’evento proposto vuole raccontare di una modalità e di una presenza originali nel gestire l’accoglienza in favore dei migranti, che ha come base il rispetto della persona nella sua integralità.

Le difficoltà che si incontrano sono innumerevoli, ma lo scopo di tutto il lavoro degli operatori della cooperativa, anche attraverso delle iniziative come questa, è quello di creare le condizioni affinché i migranti possano trovare un terreno (più o meno fertile) dove “ripiantare” le loro radici e riprendere a vivere dopo che sono stati “estirpati” dalla loro terra.

redazione

CBlive

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