Vincenzo Musacchio sulla sanità in regione: “Nessun molisano ha dato a nessuno il permesso di vendere la sanità pubblica”

Vincenzo Musacchio
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Vincenzo Musacchio è intervenuto sul discorso sanità in Molise, scrivendo in una nota stampa: “In tanti mi chiedono di esprimermi sul piano di riordino sanitario del Molise e sullo sbilanciamento verso la sanità privata. Lo faccio da semplice cittadino. Credo che la nuova frontiera della sanità privata quella del franchising, per dirla chiaramente, costituisca un pericolo. Trasformare ospedali pubblici in privati, ovvero, favorire un forte sbilanciamento verso il privato a discapito del pubblico, potrebbe anche significare che presto il comparto sanitario possa passare sotto il controllo di alcune multinazionali della salute. I partiti tradizionalmente favorevoli alla privatizzazione della cosa pubblica, sono spesso i conservatori, la destra, i poteri forti. Continuo a chiedermi ma cosa fa la sinistra? Ma chi governa in Molise? Ma quelli che osannano Berlinguer dove sono? Smantellare la sanità pubblica vuol dire rinnegare le basi della difesa dei diritti fondamentali della persona umana. Per chi si dice di sinistra, vuol dire rinnegare lo stesso Berlinguer! Preciso che il mio pensiero prescinde da qualsiasi ideologia. La sanità e la salute sono diritti di tutti a prescindere dal colore politico. La battaglia, quindi, va combattuta con la massima unità, senza barriere o ideologie o peggio recriminazioni territoriali. Ovunque volgo lo sguardo vedo pezzi di sanità pubblica che vengono sfasciati per poi essere regalati al settore privato. Tutto questo non viene deciso dal basso, ma sempre più dall’alto. Non credo che qualche molisano abbia mai dato il permesso di vendere la sanità pubblica. I cittadini, le associazioni e le comunità locali devono poter dare il loro parere decisivo. La salute è dei cittadini ed è un bene costituzionalmente tutelato che non può essere calpestato in questo modo. La sanità deve essere pubblica, efficiente e gratuita.  La sanità privata persegue e perseguirà sempre il profitto ed il malato non sarà mai un paziente ma un cliente.  Pertanto, pur pensando che nessuno debba essere discriminato, ritengo che nell’azione di riordino un criterio sia imprescindibile: garantire l’accesso alla salute a tutti in maniera uguale”.

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