Sanità molisana, i commissari difendono il Piano operativo: “Rispetteremo il Tar, ma la sicurezza dei cittadini viene prima”

I commissari alla Sanità del Molise, Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo, ribadiscono la volontà di rispettare le decisioni del Tribunale amministrativo regionale sui ricorsi presentati contro il Programma operativo per il riordino della sanità regionale, ma allo stesso tempo rivendicano il dovere di proseguire nell’attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario e nella riorganizzazione della rete assistenziale.
In una nota diffusa oggi, i commissari ricordano che il Programma operativo è stato elaborato con il supporto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del Ministero della Salute e di Agenas e che dalla sua approvazione dipende anche l’erogazione del contributo straordinario di 90 milioni di euro previsto dalla Legge di Bilancio 2025 per la Regione Molise.
Bonamico e Di Giacomo sottolineano che ogni scelta della struttura commissariale è stata assunta nel rispetto della normativa nazionale e con l’obiettivo di garantire l’equilibrio economico del sistema sanitario e l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Per questo motivo respingono le pressioni che definiscono “localistiche”, ritenendo che la programmazione sanitaria debba basarsi su criteri oggettivi, sulla disponibilità di risorse e sul principio di equità nell’accesso alle cure.
Uno dei punti centrali della presa di posizione riguarda il futuro del Punto nascita dell’ospedale Veneziale di Isernia. I commissari ritengono che la struttura non possa essere mantenuta esclusivamente per ragioni storiche o territoriali, evidenziando come nel 2025 vi siano stati circa 250 parti, un numero ben al di sotto sia della soglia minima di 500 prevista dalla normativa nazionale sia dello standard di riferimento di 1.000 parti annui. Viene inoltre ricordato che circa la metà delle donne del distretto di Isernia sceglie già oggi di partorire a Campobasso o in strutture extraregionali.
Secondo la struttura commissariale, la soluzione individuata consiste nell’istituzione di un Centro di maternità al Veneziale, collegato funzionalmente al Punto nascita dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, dove è presente la Terapia intensiva neonatale, ritenuta indispensabile per affrontare gravidanze e parti ad alto rischio.
Nel comunicato viene affrontato anche il tema dell’ospedale Caracciolo di Agnone. I commissari contestano le posizioni di alcuni Comuni abruzzesi che hanno impugnato la riconversione della struttura in Ospedale di comunità, sostenendo che la programmazione sanitaria del Molise debba rispondere prioritariamente ai bisogni della popolazione regionale. La riconversione, spiegano, sarebbe la risposta più adeguata alle esigenze di un territorio caratterizzato soprattutto da pazienti cronici o con necessità di assistenza continuativa.
La struttura commissariale respinge inoltre le critiche secondo cui la trasformazione del presidio comporterebbe un indebolimento della rete dell’emergenza. Il Programma operativo, ricordano Bonamico e Di Giacomo, prevede infatti l’attivazione ad Agnone di un Punto di primo intervento operativo 24 ore su 24, collegato con l’ospedale di Isernia, dove resterà attivo il laboratorio di Emodinamica.
Nella parte conclusiva del documento, i commissari ribadiscono che l’obiettivo del piano non è ridurre i servizi sanitari, ma renderli più sicuri, appropriati e sostenibili. Pur confermando il rispetto delle decisioni, anche cautelari, degli organi giudicanti, Bonamico e Di Giacomo affermano che continueranno a difendere nelle sedi competenti una programmazione che ritengono conforme alla legge e necessaria per tutelare la salute dei cittadini molisani.















