Salute & Benessere

Dall’analisi delle lacrime preziose informazioni sulla salute delle persone

CAROLA PULVIRENTI

“Da una lacrima sul viso ho capito molte cose”lo cantava Bobby Solo nei mitici anni Sessanta e adesso lo scrivono gli scienziati dell’Università Campus Bio-Medico di Roma: attraverso l’analisi delle lacrime si ottengono preziose informazioni riguardo la salute delle persone, il tema è così innovativo che i ricercatori vi hanno dedicato una revisione della letteratura.

L’occhio è un organo di senso complesso e fondamentale che riesce a trasformare i raggi luminosi in segnali da trasmettere al sistema nervoso. Fra i numerosi elementi che lo costituiscono, vi sono cornea, iride, pupilla, cristallino, retina e nervo ottico, quando uno di questi viene danneggiato, si manifesta una malattia.

Lo studio citato rivela che l’analisi del liquido lacrimale può essere considerata un nuovo approccio alle malattie della superficie oculare e non solo. I biomarcatori lacrimali possono consentire una diagnosi precoce, classificare la gravità di una malattia, definire la prognosi del paziente e, infine, monitorare l’efficacia delle terapie. In particolare, si è visto che lo studio delle lacrime può dare informazioni utili riguardo patologie come il diabete mellito, il cancro e malattie correlate alla tiroide.

Tuttavia generalmente, durante la normale visita oculistica, le lacrime non vengono studiate.

La visita dedica molta attenzione all’interno dell’occhio: al paziente vengono instillate delle gocce che dilatano la pupilla, questo permette al medico di vedere eventuali anomalie attraverso sofisticate lenti ad alto ingrandimento. Durante la visita si misura inoltre la pressione dell’occhio, utile in caso di glaucoma, e si valutano altri fattori come l’allineamento degli occhi e la loro motilità. Tuttavia per i pazienti con una o più malattie croniche, che assumono farmaci in modo continuativo, l’analisi delle lacrime potrebbe offrire al medico una visione complessiva per garantire un approccio terapeutico personalizzato in collaborazione con gli altri specialisti.

Per spiegare meglio questa opportunità diagnostica, descriviamo ad esempio la correlazione fra la secchezza degli occhi ed il reflusso gastroesofageo. Il reflusso è un disturbo molto diffuso che interessa il tratto superiore dell’intestino provocando dolore, difficoltà digestive e talvolta anche tosse e asma. Il problema principale è l’infiammazione cronica dovuta alla pepsina, un enzima che scinde le proteine per renderle utilizzabili dall’organismo. Nelle persone sane, la pepsina si trova solo all’interno dello stomaco e viene attivata quando il Ph scende intorno a 4, nelle persone con reflusso, invece, questo enzima è stato individuato anche nelle lacrime.

Pertanto l’analisi delle lacrime potrebbe consentire la diagnosi di reflusso, ad esempio, nei neonati, senza ricorrere ad altri esami costosi e dolorosi per il bambino.

Redazione

CBlive

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