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Baranello: stop alla musica nei locali pubblici a partire dalle 22. L’ordinanza ‘anti schiamazzi e bivacchi’ scatena la bufera

Un’ordinanza molto restrittiva, quella firmata ieri, 14 gennaio, dal sindaco Marco Maio, che vieta musiche e schiamazzi nei bar, pizzerie e ristoranti dalle 22 in poi

Siamo tornati nel Medioevo”. “Un paese condannato al coprifuoco: questi i commenti della cittadinanza dopo l’ordinanza emessa dal sindaco di Baranello, Marco Maio.

Il paese alle porte di Campobasso si divide dopo la bufera scatenata dall’ordinanza numero 3 del 14 gennaio 2019, firmata dal primo cittadino a seguito delle molteplici sollecitazioni ricevute: “Nel territorio comunale, dopo le numerose lamentele, si registrano ripetuti episodi di schiamazzi o, comunque, di disturbo della quiete pubblica, specie nelle ore notturne in via Marconi, via Santa Maria, contrada Largo Zullo e Fonte Polo”.

Insomma, un malcontento manifestato, a quanto pare, con raccolta firme e continue sollecitazioni alle Forze dell’Ordine durante i fine settimana.

Tali gruppi di persone, dopo aver acquistato cibo e bevande, – si legge, infatti, nell’ordinanza – utilizzano le aree adiacenti e le pertinenze delle abitazioni private, quale luogo di ritrovo, con assembramenti, schiamazzi e altri comportamenti riprovevoli e/o penalmente rilevanti”.

Ergo una condanna agli usi e costumi incivili dei giovani che si trattengono fuori ai locali, con atti indecorosi, oltreché fastidiosi per la quiete pubblica.

Pertanto, fatte queste premesse arriva il divieto categorico, e molto restrittivo, che vieta l’uso di impianti musicali e schiamazzi fuori dai bar, dalle ore 22 fino alle 7 del mattino. Basta musiche, rumori molesti, occupazioni improprie della strada, intralciando la circolazione, con uso e consumo di bevande, abbandonate senza riguardo.

Chi non rispetterà il coprifuoco sarà multato con una pena dai 25 ai 500 euro, fino a un probabile arresto e tre mesi di reclusione.

È un’ordinanza che sancisce la morte di un paese” così parla Antonio Di Fonso, gestore di uno dei bar più frequentato del paese. È stato il giovane Di Fonso a rendere ‘social’ l’ordinanza, pubblicandone il contenuto e dando clamore alla notizia che, in queste ore, sta rimbalzando proprio per la sua natura ‘imperativa e inusuale’.

Il paese è già di per sé sempre più vuoto. Camminare per Baranello è desolante. Oggi noi bar siamo l’unica attrattiva, l’unico svago in un posto abbandonato a sé stesso, dove nessuno incentiva i giovani, li aiuta a guardare al futuro e crea opportunità”. Questo il commento del gestore che, facendosi portavoce di una buona fetta di cittadinanza, prosegue: “Spegnere la musica alle 10 di sera non fa altro che togliere quel po’ di vitalità che è rimasta ai giovani coraggiosi che ancora vivono a Baranello e non sono scappati via”.

Dice la sua anche il capogruppo di minoranza, Riccardo Di Chiro che promette di impugnare l’ordinanza: “Credo fermamente nella buona educazione dei baranellesi, per cui sono convinto che non ci sia bisogno di tali misure repressive. È mia intenzione incontrare il sindaco per capire quali siano le reali cause che hanno portato a questa ordinanza, che ci riporta indietro nel tempo a periodi di dittatura. La politica della repressione non ripaga mai”.Limitare alle 22 le musiche nei bar, – prosegue Di Chiro di Obiettivo Baranello – è davvero assurdo, basti pensare che già solo le partite di calcio non si concludono mai entro quell’orario e, comunque, in quel caso gli esercenti hanno pagato regolarmente il canone tv per permettere l’aggregazione nei loro locali”.

Intanto, di fronte a tanto clamore il sindaco Maio si rivolge ai ‘peones’ e ‘leoni da tastiera’ invitandoli venerdì, 18 gennaio, all’incontro pubblico che si terrà in Comune alle ore 19 per discutere della questione.

Maria Cristina Giovannitti

 

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