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Pozzi di Cercemaggiore, Di Pietro torna nel centro dove è stato riscontrato un alto livello di radioattività. Pallante: “Le analisi sono il primo passo di un lungo procedimento”

Un momento dell'incontro di Cercemaggiore
Un momento dell’incontro di Cercemaggiore

L’ex ministro Tonino Di Pietro ha incontrato nella serata di venerdì 18 luglio, gli abitanti di Cercemaggiore, per fare il punto sugli ormai famosi pozzi, dove la Montedison per anni ha estratto il petrolio. La nuova amministrazione comunale, per il momento, ha transennato quella che è diventata una zona radioattiva, pericolosa per la salute dei cittadini.

Insieme con l’ex leader dell’Italia dei Valori c’erano il sindaco di Cercemaggiore, Vincenza Testa, che ha fatto gli onori di casa nella sala consiliare del comune, il consigliere regionale Salvatore Ciocca e il direttore dell’Arpa Molise, Quintino Pallante. A coordinare i lavori, nella gremita sala consiliare, la giornalista Carla Ferrante.

Dall’incontro voluto da Di Pietro non sono emerse sostanziali novità: si è battuto sul fatto che occorre provvedere, quanto prima, alla bonifica dell’area situata in contrada Capoiaccio. Il primo cittadino Testa, eletta due mesi fa, ha sottolineato che le attività di analisi del terreno sono state coordinate dalla Prefettura e che la maggiore esposizione radioattiva è propria dei luoghi dove negli anni Settanta veniva estratto il petrolio. Inoltre, il sindaco ha ribadito che, comunque, “Cercemaggiore non è stata lasciata sola”.

Più duro Di Pietro, che ha ricordato che ha inviato un esposto alla Procura, auspicando che i magistrati facciano il proprio dovere per punire i colpevoli, che hanno portato a Cercemaggiore e in tutta l’area circostante ‘morte e distruzione’. L’ex ministro si è anche augurato che non passi altro tempo, per evitare che i reati cadano in prescrizione, anche se lo stesso Di Pietro ha ribadito che si tratta di “disastro ambientale, per il quale non ci sono termini che possano salvare i colpevoli”.

Quintino Pallante, che aveva preso per primo la parola, invece, ha affermato che “lo spettometro dei tecnici del ministero dell’Ambiente ha rilevato valori dieci volte superiori alla norma, dato comunque già segnalato dall’Agenzia regionale per la Protezione Ambientale”. L’ex consigliere regionale e sindaco di Frosolone ha ribadito che le relazioni sull’attività svolta saranno pronte tra una decina di giorni e che questo è solo il primo passo di una lunga procedura.

 

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