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Vinchiaturo, scoppia il caso delle ‘quote rosa’ nella Giunta Valente. La consigliera di parità scrive al primo cittadino. Il sindaco: “Sto nel giusto”

Al Comune di Vinchiaturo è già bagarre tra la maggioranza e i rappresentanti dell’opposizione. A soli quattro giorni dalla prima seduta dell’Assise Comunale che ha inaugurato la legislatura del Valente bis, non si sono fatti attendere i mal di pancia della minoranza. La causa? Il mancato rispetto delle ‘quote rosa’ nell’esecutivo, tra le cui fila vi è un’unica donna. Si tratta di Annarita Paiano, su cui è ricaduta anche la nomina di vice-sindaco.

Nella squadra del primo cittadino di Vinchiaturo, insieme alla Paiano, ci sono Berardino D’Angelo, Luigi Iuliano e Simone de Blasio. Tre uomini e una donna per la Giunta targata Valente che non è però piaciuta ai rappresentanti del gruppo consiliare ‘Amiamo Vinchiaturo’. Del caso i consiglieri di minoranza Bernardino Primiani, Angela Palumbo, Luigi Di Lucente e Tony Battista hanno, difatti, interessato la consigliera di Parità della Provincia di Campobasso, Giuditta Lembo. E proprio a firma di quest’ultima è la nota che oggi, giovedì 28 giugno, è stata notificata a Valente.

Due pagine messe nero su bianco in cui la Lembo ricorda al primo cittadino il “Mancato adeguamento dello Statuto comunale ai sensi della Legge numero 215 del 23 novembre 2012”, e la “non corretta applicazione della Legge 7 aprile  2014 numero 56  art. 1, comma137”.

Nel primo caso si tratta di un intervento legislativo con il quale si prevede che “gli Statuti comunali e provinciali devono stabilire le norme per assicurare le condizioni di pari opportunità tra uomo e donna ai sensi della legge 10 aprile 1991, n. 125, e per garantire la presenza di entrambi i sessi nelle giunte. Per quel che riguarda, invece, il secondo intervento legislativo, quello del 7 aprile 2014, la cosiddetta Legge Delrio per intenderci, l’appello al primo cittadino è quello di “rendere effettivo quanto emerge dall’intenzione del legislatore”, nel comma in cui viene stabilito come “nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico”.

Prima di tale legge la Lembo richiama anche una serie di sentenze e circolari ministeriali che vanno nella medesima direzione della tutela della parità di genere all’interno delle giunte comunali, suggerendo infine al numero uno del Comune di Vinchiaturo di ottemperare a una “necessaria attività istruttoria preordinata ad acquisire la disponibilità allo svolgimento delle funzioni assessorili da parte di persone di entrambi i generi”.

Tuttavia, già durante la prima seduta la questione era arrivata all’attenzione del Consiglio comunale. In quell’occasione il primo cittadino aveva già voluto evidenziare come più volte sia il Tar che il Consiglio di Stato si siano pronunciati sulla questione richiamando “un bilanciamento dei due principi costituzionali, ovvero quelli della parità di genere e quello della continuità delle funzioni politico-amministrative”.

Lo stesso primo cittadino, dopo la nota della consigliera Lembo ha, inoltre, voluto ricordare come le dimissioni da consiglieri di due assessori abbiano permesso ad altre due donne di entrare a far parte del Consiglio.

“Il mio agire politico avviene, come sempre, nel rispetto della legge”, sono state le parole di Valente che ha richiamato la possibilità di deroga a quanto stabilito dalla Legge Delrio che, chiede ai sindaci di motivare con adeguata attività istruttoria un eventuale mancato rispetto della parità di genere.

“Prima di formare la Giunta e nominare gli assessori, – si è giustificato Valente – ho chiesto formalmente alle altre consigliere di maggioranza di genere femminile se era loro intenzione accettare la nomina assessorile. Non avendo ottenuto la disponibilità di una seconda candidata a stare in Giunta, ho provveduto a nominare assessori i 4 candidati che hanno ottenuto più voti nella lista vincitrice delle elezioni comunali”.

“Se la consigliera Lembo ritiene che debba essere fatto un avviso pubblico lo faremo”, ha detto ancora Valente che, subito dopo ha, però, precisato come l’atto di nomina assessorile sia prettamente politico. In definitiva, il primo cittadino di Vinchiaturo non sembra essere pronto a indietreggiare. “Malgrado le azioni dei consiglieri di opposizione, – ha infatti scritto sulla sua bacheca Facebook – andrò fino in fondo per tutelare la preminente volontà popolare espressa con il libero e democratico voto”.

“Credo – ha poi concluso subito dopo – che siano tantissimi i piccoli comuni che si trovino in questa condizione e, starò a vedere se la consigliera di parità si adopererà per tutti gli altri centri molisani così come avvenuto per Vinchiaturo”.

fabyabb

redazione

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