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Scippo del ruolo della donzella, Forche Caudine si tira fuori. “Selezione avvenuta su WhatsApp”. Sui social nasce il sondaggio che chiama in causa i cittadini. E se Chiara rinunciasse?

Su Facebook il sondaggio che interpella i campobassani

L’associazione di molisani a Roma, Forche Caudine, si tira fuori dalle numerose polemiche che in queste ore stanno divampando a Campobasso circa lo scippo del ruolo della donzella che, salvo ripensamenti dell’ultim’ora, sarà interpretato dalla romana Chiara Rossi.

Era il “23 ottobre – spiegano dal direttivo dell’associazione – quando abbiamo ricevuto via mail dalla Regione Molise, Ufficio Promozione e gestione interventi a favore dei Molisani nel mondo, la nota 134526, trasmessa anche ad altre associazioni, con invito a selezionare e candidare la figura della Donzella che sfilerà alla processione dei Misteri nell’edizione straordinaria del 2 dicembre”.

Dal momento che nella nota si faceva riferimento a una giovane di origine molisana residente all’estero, coscienti che ottemperare al meglio alla richiesta, com’è costume dell’associazione, avrebbe comportato un notevole impegno organizzativo, non abbiamo dato seguito all’invito”.

Come rimarcano da Forche Caudine, la medesima associazione nei giorni seguenti è stata contattata telefonicamente più volte dagli stessi uffici “per procedere celermente a una selezione e alla candidatura di ragazze di origine molisana anche residenti a Roma”. Insomma, sembrerebbe che dagli uffici di via Milano, con il tempo che stringeva, si era disposti anche a non andare troppo per il sottile e cercare la bella fanciulla nelle regioni limitrofe.

“Per non trasformare una selezione in un contest da centinaia di persone, – fanno sapere ancora da Forche Caudine – abbiamo coinvolto rapidamente via whatsapp le persone più vicine all’associazione, per nostra scelta e per buon senso privilegiando quelle con origini campobassane, come le famiglie Iacovino, Palladino e Turrisi (quest’ultima ha avuto poi contatti con l’Ufficio molisano). L’esigenza di garantire ben tre presenze in poco tempo, di cui due in Molise (per l’evento nel museo dei Misteri, la conferenza stampa a Roma e la sfilata dei Misteri) ha reso particolarmente difficile reperire ragazze disponibili”.

Una difficoltà che viene poi superata quando, come spiegano sempre dall’associazione, “i genitori di Chiara Rossi, che frequentano da anni le numerose iniziative dell’associazione, hanno candidato legittimamente la propria figlia, poi prescelta”.

L’intenzione del direttivo di Forche Caudine è, dunque, quello di restare fuori dalle polemiche”. “Com’è nostro costume, – dicono infatti, – ci teniamo a chiarire la posizione dell’associazione che, come sempre, assicura la propria disponibilità e collaborazione a iniziative ‘made in Molise’ in modo trasversale”.

Insomma, il caso diplomatico nato sulla questione della donzella diviene sempre più complicato, anche alla luce delle dichiarazioni che Liberato Teberino ha rilasciato a Primo Piano Molise dove sostiene che la decisione sia passata attraverso il Comitato costituito per i 300 anni del Di Zinno e, nelle quali sostiene, addirittura, di aver avvisato qualche giorno prima la bella Sarah Khalaf.

Affermazioni che il clima teso con l’amministrazione di Palazzo San Giorgio sconfessa del tutto, così come lo fanno le parole e, soprattutto, le lacrime che qualcuno ha visto scendere dagli occhi di Sarah durante la presentazione del calendario dei Misteri.

Tuttavia la cosa su cui riflettere è anche un’altra.

Se il comitato creato per i 300 anni del Di Zinno ha deciso, insieme al Comune e del tutto in armonia, il nome della nuova donzella, perché la Regione allora non era presente alla conferenza stampa di ieri? Interrogativi ai quali le risposte poco chiare fornite ci lasciano pensare a un meccanismo che, di certo, da qualche parte si è inceppato, finendo per sconfessare se stesso.

Intanto, i cittadini del capoluogo non sembrano essere disposti a lasciare la presa, così da ieri sera sui social è stato divulgato il sondaggio con il quale viene chiesto direttamente ai cittadini chi debba salire il prossimo 2 dicembre sul mistero di Sant’Antonio Abate.

Manco a dirlo, molti di più sono quelli che vorrebbero la riconferma dell’ex donzella.

A questo punto non sarebbe peccato auspicare che sia proprio la bella Chiara, finita nel tritacarne mediatico, a farsi indietro in nome della volontà popolare.

Decisamente un gesto nobile e d’amore verso la città di cui dice di volerne interpretare le tradizioni.

Un segnale che porrebbe fine anche all’idea di possibili strumentalizzazioni politiche dietro l’accaduto.

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redazione

CBlive

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