Cronaca

Carcere di Campobasso come il ‘vaso di Pandora’: contenitore di tutti i mali. Dall’USPP-UGL: ‘La Polizia Penitenziaria lavora in prima linea a mani nude’

Ultimo episodio in ordine di tempo quello di ieri, della grave protesta di 28 detenuti che hanno incendiato i materassi e rotto i vetri per avere più benefici. Richiamati in servizio tutti gli agenti, dopo ben 3 ore di allarme, la situazione è rientrata senza grandi danni e grazie all’intervento a mani nude della Polizia Penitenziaria. ‘Lo Stato è sempre più debole rispetto ai detenuti perché mancano i mezzi’

Sempre più frequenti le situazioni di caos e violenza all’interno della casa circondariale di Campobasso che è diventata come un ‘vaso di Pandora’, contenitore di tutti i mali della società. Tantissimi i problemi che riguardano il carcere di Campobasso e non solo. Gli Istituti in Italia sono diventati dei parcheggi per detenuti e soggetti psichiatrici, luoghi in cui la società ‘vomita’ chi commette reati e li abbandona in quattro mura, sotto la sorveglianza di un personale di Polizia Penitenziaria, con sempre meno mezzi e uomini per fronteggiare certe situazioni.

La punta dell’iceberg si è raggiunta ieri, 22 maggio 2019, con la grave protesta messa in atto nella seconda sezione da ben 28 detenuti. Tutto è nato dalle richieste violente di un uomo che, dopo aver incendiato alcune suppellettili, ha chiuso il cancello della sezione e, minacciando di creare ulteriori incidenti, ha impedito al personale di entrare. Con lui altri detenuti che erano presenti nella sezione a celle aperte per la socialità.

È chiaro che ordine e disciplina all’interno del carcere si reggono su equilibri molto fragili se il rapporto di proporzione è di un agente per sezione. Il diktat della nuova direttrice reggente, Irma Civitareale, proveniente già dalla Casa circondariale di Cassino e in servizio a Campobasso da due mesi, ha toccato proprio questi fragili equilibri. La nuova direttrice ha applicato le norme previste dal Governo in materia di regole per i detenuti e di conseguenza è scattata la violenta protesta.

È chiaro che siamo nelle ‘mani dei detenuti’” fanno sapere dalla segreteria regionale USPP–UGL: “eppure anche ieri, di fronte a quella protesta veemente e violenta il personale della Polizia Penitenziaria ha dimostrato ottima efficienza, intervenendo con professionalità e riuscendo a placare una situazione fino a quando i detenuti non hanno avuto un colloquio con la direttrice per avanzare le loro richieste”.

Il sindacato continua a far emergere i problemi alle spalle di questi continui episodi: “Non ci stancheremo mai di ripetere che le realtà degli Istituti in Italia si distinguono in: carceri d’elite e carceri di periferia. Campobasso è un esempio di carcere di periferia in cui arrivano tutte le specie di detenuti, molti anche psichiatrici, che possono creare situazioni di caos. A questo si deve aggiungere la carenza di personale, diminuito per la spending review e il blocco del turnover e il pasticcio è fatto.

Da anni ci battiamo, inoltre, per la creazione di ‘circuiti specifici” aggiungono dalla segreteria regionale. Significa quindi che abbandonare nelle sezioni detenuti con tipologie di reati diversi, non fa altro che peggiorare la situazione. Sarebbe ideale settorializzare i crimini per avviare anche dei percorsi di gruppo specifici per i detenuti che hanno commesso reati simili.

Intanto la situazione di ieri è rientrata in poche ore, senza danni a persone, grazie al lavoro  interno della Penitenziaria, sotto la sorveglianza esterna di Polizia e Carabinieri presenti fuori dal carcere per sorvegliare su eventuali evasioni.

Maria Cristina Giovannitti 

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