Cronaca

Salva un uomo con il massaggio cardiaco. Il soccorso teleguidato del segretario regionale del PD finisce in rete: “Merito dell’infermiera del 118 che a telefono mi ha detto come fare. Voglio conoscerla”

Maria Marchese è un’infermiera della provincia di Campobasso. È lei la donna che il segretario regionale del PD, Vittorino Facciolla, vuole conoscere e dirle “grazie”. Se non fosse stato per lei, molto probabilmente, l’esponente dem non sarebbe mai riuscito a salvare una vita.

Questa mattina, giovedì 20 giugno, Facciolla stava andando al Tribunale di Larino, quando nei pressi del cavalcavia che porta alla nuova tangenziale, si è accorto di un’auto ferma con la portiera del lato passeggero aperta.

Il consigliere regionale capisce subito che qualcosa non va. Si ferma. Dentro il veicolo c’è il conducente che ha avuto un malore. Al suo fianco un passeggero diversamente abile. Chi siede al posto di guida ha “gli occhi riversi verso l’altro, la maglia zuppa di vomito e non respira”.

“Lo chiamo più volte, ma non dà alcun segno di vita. Non posso far altro che chiamare immediatamente il 118”, racconta Facciolla.

Vittorino Facciolla

Dall’altra parte del telefono c’è un’infermiera che cerca subito di domare l’ansia e la preoccupazione che sente nella voce di chi è dall’altro capo della cornetta. Allerta un’ambulanza. Ma l’operatrice del 118 capisce anche che bisogna intervenire prima. Un attimo in più sarebbe già troppo tardi.

“La dottoressa intuisce che non si può aspettare l’arrivo dell’autombulanza e, così, decide di operare un primo soccorso, utilizzando le mie mani. Mi ha innanzitutto convinto a farlo; il mio stato di agitazione, invero, non mi consentiva alcuna lucidità”, racconterà ancora il consigliere regionale.

Sul posto, in quel momento arriva anche un’altra persona. “La dottoressa mi dice di spostare il paziente dall’auto e di posarlo a terra su un piano rigido, e cosi io e Gino Fusoni, provvediamo a fare”, dice ancora Facciolla.

A quel punto dall’altra parte del telefono arrivano le indicazioni più importanti. Sollevagli la maglia e fagli un passaggio cardiaco”.

“Dottoressa io non ho mai fatto una massaggio cardiaco, non so come si faccia, ho paura a farlo”, le parole pronunciate da Facciolla a telefono.

“Mi ascolti, stia tranquillo, sollevi la maglia al paziente, porga le sue mani tra i due capezzoli e inizi a massaggiare per almeno 15 volte di seguito”, risponderà l’infermiera prima che quello che lei ha indicato accada davvero e il conducente dell’auto torni a respirare.

Quando Facciolla lo racconta a telefono l’operatrice del 118 gli spiegherà che il suo compito non è ancora terminato. “Porga il suo palmo di mano sinistra sotto la guancia destra del paziente e lo posizioni sul suo fianco facendo ruotare il bacino”.

Pochi minuti dopo da quell’operazione arriverà l’ambulanza e ringrazierà il soccorritore “ma – dice ora il segretario dem – la persona da ringraziare è l’operatrice del 118 che con grandissima pazienza, perizia e con un’incredibile iniezione di fiducia, ha utilizzato le mie imperite mani per salvare un uomo”.

Ed è proprio lei che ora Facciolla vuole conoscere per dirle grazie, mentre il suo nome e tutta la vicenda postata su Facebook sta già facendo il giro del web con annessa incetta di like e commenti di approvazione.

 

Fabiana

Giornalista, blogger, esperta di comunicazione e inguaribile sognatrice. Amo il vino e il buon cibo in compagnia. Da piccola scrivevo poesie, poi ho smesso. Da grande ho iniziato con i ‘pezzi’ senza più smettere. Oltre alle parole ho la passione per immagini, quelle belle che raccontano una storia. Perché sono le storie il mio vero punto debole. Quelle scritte, quelle raccontate, quelle vissute, quelle immaginate. Di due cose non posso fare a meno: dei contrasti e dei dettagli. Gli ultimi sono quelli che più mi colpiscono di una persona, di un luogo e anche quelli che meglio riesco a usare per decifrare ciò che mi circonda. I primi li amo a prescindere. Il bianco e il nero, gli estremi in generale, anche se alla fine propendo sempre per le vie di mezzo. Che non significa un po’ bianco e un po’ nero, significa sia bianco che nero, significa includere e non escludere. Perché se voglio qualcosa, voglio tutto o niente.

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