Flc Cgil Molise, investire nella scuola pubblica e non mortificarla

Mentre si introducono con lo strumento del decreto sempre più divisioni tra i precari della scuola, i cui numeri crescono a dismisura, è bloccato il piano triennale per coprire i posti vacanti previsto dal decreto 104 del 2013. È probabile che per quest’anno non si avviino le procedure e le assunzioni rischiano di avvenire solo sui numeri del turn over, ridotti dagli effetti della legge Fornero che sta lasciando al lavoro il personale che avrebbe i requisiti per andare in pensione e sta impedendo quel ricambio generazionale tanto sbandierato dai governi che si sono succeduti in questi anni.

In Molise si è in attesa del pronunciamento del TAR sul piano di dimensionamento approvato lo scorso dicembre dal Consiglio regionale. Ma, lo ribadiamo, esso nasce vecchio. infatti prevede un numero di alunni di mille unità superiore a quello reale (42.500, rispetto ai 41.500 che saranno in aula il prossimo anno scolastico); 55 istituzioni scolastiche a fronte delle 42 autorizzate dal MEF; palesi incongruenze su accorpamenti, indirizzi, omnicomprensivi e plessi funzionanti più volte evidenziate, ponendoci  in cima alla classifica nazionale per numero di istituzioni rispetto agli alunni.

Nonostante tutto, per effetto de i pensionamenti e dei posti disponibili e vacanti, si potrebbe, comunque,  procedere almeno a  140 immissioni in ruolo, sanando anche la posizione di coloro che nel 2012 avevano i requisiti per andare in pensione e sono stati bloccati dalla legge Fornero.

Infatti, soltanto investendo nella scuola pubblica se ne può migliorare la qualità che ha uno dei suoi presupposti essenziali nella continuità didattica dei piani dell’offerta formativa, garantita dalla stabilità del personale. Il Governo deve sbloccare le procedure per la stabilizzazione senza chiedere sacrifici contrattuali ai precari e proceda a politiche del reclutamento dei docenti che rispondano alle aspettative di coloro che a vario titolo spendono professionalità nella scuola.

Finora il governo non ha espresso alcuna reale discontinuità rispetto al passato, ma un ulteriore attacco alla funzione sociale della scuola e ai diritti dei lavoratori della conoscenza. Il tema del superamento del precariato è sparito dal dibattito politico e dagli impegni di Renzi.

Anzi, le dichiarazioni del sottosegretario Reggi sull’aumento dell’orario dei docenti, sulla riduzione di un anno dei percorsi scolastici, sulla eliminazione delle supplenze brevi e sul superamento delle graduatorie ad esaurimento indicano una nuova politica di tagli delle risorse, degli organici e dei diritti.

Per queste ragioni anche  la FLC CGIL Molise sarà in piazza Montecitorio il 15 luglio a sostenere il presidio indetto dai movimenti delle scuole, prima tappa di una stagione di mobilitazioni in difesa dei lavoratori della scuola, dell’università, della ricerca, dell’AFAM e dei diritti costituzionali che essi rappresentano.

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