Francesco Pilone: “Il Comune fa troppe cause, si ricorra alla mediazione civile e commerciale”

Francesco Pilone
Francesco Pilone

Il consigliere comunale di Democrazia Popolare, Francesco Pilone, attraverso una nota stampa, ha annunciato di aver presentato, insieme con i colleghi della ‘Coalizione Civica’, una mozione, in agenda per l’assise di giovedì 6 novembre 2014, volta alla revoca della Determina Dirigenziale numero 2098 del 14 ottobre 2014, riguardante l’inutile costituzione in giudizio alla quale, spesso, l’ente comunale fa ricorso.

“Risultano sempre più frequenti, nel Palazzo di città, i casi di riscorso a procedure di costituzione in giudizio da parte del Comune di Campobasso anche nei confronti di casi che risultano ormai definiti non solo da parte dell’autorità giudiziaria, ma anche per ammissione stessa delle strutture comunali – scrive il consigliere comunale Francesco Pilone nel comunicato stampa –. È il caso della Determina Dirigenziale n. 2098 del 14 ottobre, ma esistono anche altre circostanze similari, con la quale il Settore Avvocatura del Comune di Campobasso, nonostante la corrispondenza  intercorsa con il Settore Lavori Pubblici dalla quale si evincono le ragioni per la mancata opposizione a determinati decreti ingiuntivi, dà mandato di autorizzare comunque la costituzione del Comune di Campobasso nel giudizio promosso da un’impresa creditrice. Il continuo ricorso alla costituzione in giudizio, soprattutto in circostanze che appaiono già determinate, non solo porta l’Amministrazione ad essere soccombente nei diversi gradi di giudizio,  ma induce l’Ente a frequenti casi di esborso di denaro pubblico che il più delle volte si determina con ripetute delibere di debiti fuori bilancio, costosi e dispendiosi per le casse comunali, che il Consiglio Comunale è costretto a votare assumendosene le totali responsabilità.

Non solo, ma la costituzione in giudizio da parte dell’Amministrazione, oltre che ai classici oneri legati alle spese tipiche dei contenziosi (cancelleria, bolli, interessi maturati e quant’altro),  presume costi e dispendio di risorse in ambito strettamente legale anche nel caso in cui, così come appare la situazione prevista dalla Determina Dirigenziale in questione, il conferimento dell’incarico della difesa comunale avviene nei confronti di legali interni all’Amministrazione. In questo caso non solo non si escludono situazioni contingenti di ‘premialità’ previste per determinati casi, ma si distolgono professionalità che sono strutturate nell’organico comunale da altre situazioni (magari più importanti) per impiegarle nella preparazione di un ricorso che appare “perso” sin dall’inizio.

Con la stessa mozione, nell’idea che un buon amministratore è chiamato a gestire la ‘cosa pubblica’ proprio come un buon padre di famiglia, si invita l’Amministrazione Comunale a perseguire per il futuro, in materia di contenzioso, tutte le possibili vie volte all’ottenimento di risultati ottimali in termini economici per l’ente, anche valutando la possibilità di ricorrere alla mediazione civile e commerciale come forme alternativa di risoluzione delle controversie”.

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