Riccia, Fanelli faccia a faccia con i cittadini. “Abbiamo fronteggiato i tagli e fatto scelte in favore di chi ha meno”

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Il sindaco di Riccia, Micaela Fanelli

“Come abbiamo fronteggiato gli enormi tagli dello Stato verso i Comuni? Con risparmi e lotta all’evasione. Innanzitutto, proprio sulla tassa dei rifiuti: l’evasione, totale o parziale, interessava l’80% della popolazione, l’abbiamo ridotta al 2%. Con il risparmio energetico: fotovoltaico, caldaia a legna alla scuola media, pubblica illuminazione, depuratore ultima generazione, edifici e impianti nuovi a norma, telecontrolli. Con l’attività di riscossione interna. E con la politica del risparmio su tutto, dando per primi, noi amministratori il buon esempio”. E’ solo uno dei punti che il sindaco di Riccia Micaela Fanelli ha illustrato ai cittadini in piazza in un incontro pubblico, molto partecipato, che lei stessa ha voluto organizzare per assoluta trasparenza e verità nei confronti della popolazione, sul tema dei tributi locali e delle indennità. Una scelta quella del faccia a faccia pubblico, condivisa e molto apprezzata dai riccesi che in piazza hanno spesso applaudito le parole del sindaco. “Siamo a una curva difficile, ma dobbiamo superarla insieme – ha evidenziato Fanelli – perchè solo così restiamo comunità. Ora abbiamo deciso che chi meno ha, meno deve pagare. E’ un’operazione sociale in cui crediamo. Abbiamo subìto enormi tagli dallo Stato: per la spending review, con il più alto taglio degli ultimi anni, 263.000 euro, per la Legge di Stabilità in corso di definizione, di 150.000 euro, e poi per l’eliminazione del contributo comprensivo Prima Casa di 265.000 euro da coprire con la Tasi così da compensare il mancato contributo. Siamo riusciti a coprire questi tagli statali, continuando a garantire i servizi ai cittadini e a conservare il bilancio positivo”.

Sul tema delle indennità, Fanelli evidenzia: “Io e il vicesindaco, abbiamo scelto di prendere zero euro: grazie a questa rinuncia dell’indennità, ho finora fatto risparmiare 120.000 euro alle casse comunali. Gli assessori percepiscono un minimo rimborso, i consiglieri zero. Il costo della Giunta comunale è in netta riduzione dal 2006 ad oggi: nel 2006 era di 3.000 euro, oggi è sceso a 1500 euro. In pratica – sottolinea Fanelli – rispetto a 10 anni fa abbiamo ridotto della metà i costi degli amministratori. A conti fatti, tutta l’amministrazione comunale, sedici persone che lavorano per cittadini, costano un decimo di un parlamentare. Se e quando dovessi decidere di avere un rimborso spese dal Comune sarà sempre bassissimo e molto inferiore a quanto la legge prevede per i sindaci della fascia della mia popolazione. Per mia scelta. E, ripeto, se e quando. E fino ad oggi non l’ho fatto. In aggiunta, come contropartita, l’amministrazione ha portato a casa, per Riccia, risultati mai avuti prima. Solo per citare i lavori in corso nel centro storico, si tratta di 3,5mln di euro di interventi, che generano occupazione in cantiere e soprattutto in modo strutturale. Credo – continua il numero uno del paese del Fortore – che questa sia la vera valutazione che i cittadini devono fare: il sindaco, l’amministrazione, stanno costruendo una strada di sviluppo? Stanno provando a creare quel tessuto di imprese e occupato che è il vero modo per contribuire a risolvere l’aumento delle tasse? Perché se ci sono le entrate in una famiglia, si fronteggiano anche le uscite”.

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L’inocntro pubblico nel paese del Fortore

Per quanto riguarda il capitolo tasse, il sindaco sottolinea come “oggi lo Stato ci impone di riequilibrare il bilancio con i tributi locali. Tuttavia molte tasse le abbiamo lasciate invariate: acquedotto, affissioni, mensa, tosap etc.”.

Per quanto riguarda l’Imu, “l’aumento dell’aliquota per le seconde case da 7,6% a 8,9%, che a Riccia è avvenuto solo quest’anno, è stato minimo, non solo rispetto a grandi città quali Bologna (10,6%), Roma (10,6%), Bari (10,6%), ma anche rispetto a Campobasso (10, 6%) e altri comuni limitrofi”. Ed è stato introdotta per la prima volta la concessione in uso gratuito da padre in figlio e, viceversa, in modo tale da considerare tali fabbricati prima casa e non seconda casa. “A Riccia – continua Fanelli – la Tasi si paga solo sull’abitazione principale (2,5%) e non sulle seconde case”, come in molti altri comuni. “E soprattutto abbiamo fatto scelte – afferma il sindaco – per avvantaggiare i soggetti con ISEE basso: una detrazione di 100 euro per gli ultra65enni che vivono da soli e con ISEE inferiore a 5mila, per i nuclei familiari con 3 o più figli e ISEE inferiore a 15mila euro, e per i disoccupati con ISEE inferiore a 2mila euro”.

Per quanto riguarda la Tari, il sindaco spiega che “l’aumento delle tariffe non dipende dall’avvio della raccolta differenziata, ma da leggi nazionali. Tuttavia l’aumento è comunque inferiore rispetto a quello degli altri comuni. In particolare, pesa l’obbligo di passare dal 70% della copertura del costo al 100%. Siamo obbligati a chiedere ai cittadini la differenza del 30. E con i moltiplicatori sul numero occupanti o sugli esercizi commerciali che le norme nazionali definiscono. Infine, è il servizio che va mantenuto ai livelli di raccolta differenziata che attualmente sono ottimi. Grazie ai cittadini e agli operatori, abbiamo infatti una percentuale alta: 75% circa. Non vorremmo che le nuove imposizioni determinino una sfiducia che si tramuti in inversione della tendenza virtuosa. Differenziare è un modo per regalare ai figli un futuro migliore. Non dobbiamo dimenticarlo mai”. Mentre per l’Irpef, “in quasi tutte le città l’addizionale comunale ha raggiunto l’aliquota massima dello 0.8%. Il Comune di Riccia – spiega Fanelli – ha aumentato solo nel 2014, esentando la pensione sociale e i redditi fino a 8mila euro. Su un totale di 3.608 contribuenti, ben 1649 sono esentati dall’Irpef, hanno avuto un abbassamento dell’addizionale comunale. In sostanza, quasi la metà dei contribuenti non paga l’Irpef”, mentre per l’altra metà l’aumento medio è dello 0,4%.

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