Neuromed

Prende il volo la rete di ricerca Clinica Neuromed, a Pozzilli un meeting per fare il punto della situazione e pianificare gli sviluppi futuri

Un obiettivo ambizioso: la raccolta su vasta scala di tutte le informazioni relative ai pazienti che interagiscono con le strutture cliniche della Rete Neuromed. Informazioni che, inserite in grandi database e analizzate con tecniche informatiche e statistiche innovative, permetteranno di ottenere risultati scientifici complessi, impossibili da avere con metodi tradizionali.

È questa la linea seguita dalla Rete di Ricerca Clinica Neuromed, che oggi ha visto a Pozzilli l’incontro con i responsabili del Progetto Platone, dei Direttori Sanitari e dei referenti di tutte le strutture partecipanti al progetto, avviato nel marzo scorso. Un meeting nel corso del quale è stato fatto il punto sull’andamento dell’iniziativa scientifica e sono stati presentati e discussi i dati sinora ottenuti.

Oggi – dice Giovanni de Gaetano, Presidente dell’I.R.C.C.S. Neuromed – è stato un momento importante, che ha visto il confronto tra tutte le persone coinvolte in uno dei programmi più ambiziosi della ricerca medica a livello internazionale. Grazie alle informazioni raccolte da tutti i pazienti che man mano accetteranno di partecipare, potremo infatti scoprire nuovi elementi sulle basi fisiopatologiche delle principali malattie croniche e degenerative, dalle patologie cardiovascolari a quelle neurodegenerative e ai tumori. E queste ricerche saranno condotte con metodiche di frontiera, dall’analisi Big data all’Intelligenza artificiale”.

Ma al centro – aggiunge Orazio Pennelli, Direttore Sanitario di Neuromed – ci sarà sempre il lavoro dei clinici, degli infermieri e dei ricercatori. Ecco perché incontrarli tutti insieme, parlare con ciascuno di loro, ci ha dato il senso di un grande progetto collettivo per la salute umana”.

Nel corso dell’attività diagnostica e terapeutica riguardante qualsiasi paziente – spiega Licia Iacoviello, Professore di Igiene presso l’Università di Varese, Direttore del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione di Neuromed e Responsabile del Progetto – vengono raccolte molte informazioni e possono anche essere prelevati campioni di sangue o di altri tessuti. È la procedura normale, legata al motivo per cui quella persona si è rivolta alla clinica. Quando il paziente accetta di entrare nel progetto, quei dati e quei campioni vengono usati non solo per fornirgli le prestazioni più adeguate, ma anche per la ricerca scientifica. In particolare, le informazioni sono inserite negli archivi elettronici del Progetto Platone, mentre i campioni biologici, che altrimenti verrebbero scartati dopo gli esami di routine, vengono ospitati nel Neuromed Biobanking Centre, presso la sede di Pozzilli”.

Redazione

CBlive

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