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Schianti mortali e sicurezza strade: dall’Assise monotematica al giro di vite della Prefettura, il sindaco di Vinchiaturo ricorda l’iter tormentato dell’autovelox. “Troppo spesso i comuni lasciati soli”

Le sette vittime degli ultimi due incidenti avvenuti sulle strade molisane hanno indotto tutti a riflettere sulla questione sicurezza.

Così, se da un lato la conferenza dei capigruppo di palazzo D’Aimmo ha stabilito di convocare, per il prossimo 4 aprile, una seduta monotematica del Consiglio regionaleper discutere nel dettaglio l’argomento dell’innovazione, dell’ampliamento e della riorganizzazione della rete viaria regionale”, dal canto suo anche la Prefettura ha voluto riunire il coordinamento delle forze di polizia. “Un passaggio indispensabile – hanno fatto sapere dal Palazzo del Governo di Campobassoanche alla luce del tragico bilancio degli ultimi giorni, finalizzato a prevedere un’ulteriore intensificazione dell’attività di prevenzione e contrasto riferita alle principali vie di comunicazione della provincia”.

Ma ad alzare i riflettori sulla questione sicurezza è stato anche il sindaco di Vinchiaturo, Luigi Valente. Il

Il sindaco Luigi Valente

primo cittadino del piccolo paese alle porte di Campobasso, ha voluto plaudere all’iniziativa che arriva da Piazza Gabriele Pepe, pur non mancando di ricordare la lunga vicenda dell’autovelox sulla statale 87. Per intenderci quella zona, che rientra nel tratto di strada del Comune di Vinchiaturo, dove sono tra l’altro presenti numerose attività commerciali e i relativi svincoli per accedervi.

Si tratta di un’area dove il limite di velocità è di 50 km orari, ma dove troppo spesso gli automobilisti premono più del previsto il piede sull’acceleratore e dove pure, nel corso degli anni, ci sono stati una serie di incidenti mortali.

Era il 12 maggio 2014 quando il Comune, per la prima volta, decise di istallare un autovelox mobile. Una presenza, si specificò in quell’occasione, in via sperimentale e finalizzata alla prevenzione di incidenti stradali in un tratto di strada pericoloso”.

Da quel giorno e per i due anni successivi, tuttavia, quell’autovelox fu particolarmente osteggiato. Non solo dagli automobilisti e dal Comitato protrigna.Siamo stati lasciati soli”, si lascia sfuggire Valente dopo qualche tempo che il Comune non ha più rinnovato la convenzione con la società che forniva l’apparecchiatura.

Eppure è lo stesso cittadino a ricordare come quell’autovelox pur aveva avuto il merito di sensibilizzare la popolazione.

“Il risultato – afferma, infatti, Valente – fu positivo. Le prime volte, in circa mezz’ora, venivano effettuate oltre 140 contravvenzioni. Mentre le ultime volte i numeri erano drasticamente diminuiti, con 50 multe nello stesso lasso di tempo. Questo significa – prosegue – che l’obiettivo che ci eravamo prefissati era stato raggiunto”.

Ma quegli accertamenti, voluti in nome della sicurezza, divennero un vero e proprio grattacapo a cui il Comune ha dovuto far fronte, con la valanga di ricorsi avanzati dagli automobilisti.

Sulla questione, come riferisce ancora Valente, qualche tempo fa è avvenuta una riunione in Prefettura. Incontro che, però, non sembra aver prodotto particolari effetti.

Al primo cittadino, che alla luce degli ultimi drammatici fatti di cronaca, non può tornare alla mente quella battaglia messa in atto anche a fronte dalle tante richieste dei residenti della zona, non resta che dare merito all’intensificazione dei controlli di cui parla ora la Prefettura.

La speranza resta, tuttavia, quella che, su alcune questioni, l’attenzione possa restare sempre alta e che l’impegno di tutti gli enti preposti possa andare sempre verso un’unica direzione.

fabyabb

Redazione

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