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Un Paese tra terremoti e frane senza investimenti in prevenzione: i geologi lanciano l’allarme e si appellano al Governo

Il Molise non fa eccezione: alto rischio sismico e dissesto idrogeologico. "Necessario investire in sicurezza"

Non è possibile parlare di prevenzione solo dopo le tragedie. È questo l’appello lanciato dai geologi del Molise che questa mattina, in un incontro promosso nell’aula consiliare della Provincia, hanno ospitato il presidente dell’Ordine nazionale Francesco Peduto.

“Sono qui – ha detto Peduto – per testimoniare la forte volontà e vicinanza all’Ordine dei Geologi del Molise in questa battaglia di cultura e di civiltà. In un paese come l’Italia, giovane e di frontiera, dove sono presenti tutti i geo rischi non si può non fare prevenzione. Abbiamo un’ottima Protezione civile che, funziona bene a evento accaduto, ma facciamo ancora troppo poco per mettere in sicurezza il territorio, minimizzare i danni e cercare di salvaguardare la vita umana”.

Un assunto questo, che ovviamente non vale solo per i terremoti. “Pensiamo ad esempio – ha proseguito il numero uno dei geologi –  alle frane. In Italia, secondo i dati Ispra, ne sono presenti ben 530mila. Si tratta del 70 per cento di quelle complessive del territorio europeo. È un numero che serve a evidenziare come tali problematiche dovrebbero essere poste al centro dell’agenda di governo. Invece, purtroppo, ogni volta che l’attenzione mediatica cala, la prevenzione viene messa da parte dalla politica”.

Ma per Peduto è “ora arrivato il tempo di compiere un salto di qualità. Ecco perché, – ha detto – chiediamo al Governo Conte di compiere scelte precise in merito, finalizzate a evitare di ripetere sempre gli stessi sbagli dopo i medesimi disastri”.

Del tutto in linea è poi lo scenario regionale con quello nazionale. In Molise così come nel resto del Paese è fondamentale la prevenzione”. La ventesima regione, infatti, non è solo un territorio altamente sismico ma anche ad alto rischio idrogeologico, basti pensare che questa criticità interessa tutti i comuni della regione”.

Quello rivendicato dai geologi è anche il ruolo che viene attribuito loro  quando si  opera nel settore della prevenzione. “Nessun fabbricato – chiosa, infatti, Peduto – può dirsi sicuro, se non conosciamo le caratteristiche del terreno sottostante”.

Un aspetto questo, rimarcato anche dal presidente dell’Ordine regionale, Giancarlo De Lisio.Noi geologi – le sue parole – siamo sempre chiamati quando l’evento si è già verificato, mentre il nostro contributo è essenziale nel momento della progettazione. Se si costruisce un viadotto su una zona interessata da frane, si parte già in maniera svantaggiata. Ecco perché è fondamentale prestare attenzione al sottosuolo e alla risposta sismica locale. Sapere che esistono terreni in grado di amplificare l’onda sismica più di altri è una cosa di cui tenere conto nella fase preliminare della progettazione”.

Un appello quello dei geologi del Molise che diviene una vera e propria battaglia di cultura e civiltà, in un Paese che troppo spesso, nel progettare il futuro, ha scelto di farne a meno.

fabyabb

redazione

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