Cultura

‘Quello che le donne non dicono’ ora viene raccontato in una serie per il web. L’autoironia: l’arma vincente di Micol e Patrizia

quello_che_le_donne_non_diconoANDREA VERTOLO

Con il primo episodio, che ha già fatto registrare in un giorno oltre seimila visualizzazioni, è partita l’avventura della web series ‘Quello che le donne non dicono’. Protagoniste degli esilaranti scatch, che prendono spunto dai tanti clichè sulle donne,  la molisana Micol Russo e Patrizia Falcone.

Nella serie, che sta ricevendo larghi apprezzamenti sul famoso social network Facebook, si raccontano, con comicità, i luoghi comuni legati alle abitudini femminili. Dalla competizione sull’abbigliamento, all’abuso del trucco, tante sono le geniali caricature che le due attrici sono riuscite a immedesimare.

Da dove nasce una web serie tutta incentrata sulla donna e i suoi stereotipi, ce lo hanno raccontato proprio loro, Micol e Patrizia. “L’idea di creare questa prodotto per il web – hanno dichiarato – ha preso il via in una fredda notte di marzo quando, tra le vie illuminate della città eterna, scoprimmo di avere una passione in comune: non quella della buona cucina, ma quella per la recitazione. Così decidemmo non solo di voler far ridere le persone, ma anche che per farlo avremmo dovuto ridere prima di noi stesse. È stato in quel momento che è nato il tema alla base degli satch che riguarda l’universo femminile“.

E’ innegabile che recitazione e web sia un connubio perfetto che sta avendo una forte espansione negli ultimi anni. Della scelta di usare i canali social per lanciare gli episodi di ‘Quello che le donne non dicono’, le due protagoniste ci spiegano come “il web sia un’immensa vetrina dove mostrare qualsiasi tipo di prodotto. È un’opportunità ma anche una maligna realtà”, dicono. “In un’epoca in cui il teatro è morto – proseguono – noi vogliamo, senza nessuna pretesa, provare a renderlo fruibile al pubblico dei giovani. La nostra recitazione – sottolineano le attrici – è volutamente teatrale, i nostri personaggi sono caricature degli stereotipi quotidiani. Ci auguriamo che il teatro torni di moda e che la rete sia solo la scintilla che riaccenda la passione per le sale teatrali”.

Mentre i fan aspettano già i prossimi episodi, Micol e Patrizia hanno precisato, “non abbiamo previsto un numero preciso di puntate. Vogliamo far ridere e continueremo a farlo finché riderete. Se poi non ci riusciremo magari vi faremo piangere, ma una volta a settimana ci saremo, o almeno ci proveremo”.

Ma perché seguire la serie? In tre buoni motivi lo indicano direttamente le protagoniste.

“Seguite ‘Quello che le donne non dicono’ – dice Patrizia – per ridere. Perché vogliamo la pace nel mondo e,  per ridere. L’avevamo già detto?”

“Guardate le prossime puntate – le parole di Micol – perché vi siamo state simpatiche nell’intervista, perché vogliamo farvi divertire e perché siamo donne che ridono del loro essere donne. Ma questo l’avevate capito dalla lunghezza delle risposte”.

Redazione

CBlive

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