Formazione professionale, la Cgil contro la Regione. Il 29 ottobre la vertenza approda al Ministero del Lavoro

I lavoratori della formazione professionale davanti i cancelli di Palazzo Moffa
I lavoratori della formazione professionale davanti i cancelli di Palazzo Moffa

Dopo l’ennesimo incontro sulla vertenza degli operatori della formazione professionale, tenutosi nella sede della Giunta regionale, alla presenza del Presidente Frattura, dell’Assessore Petraroia e di tutta la competente struttura dirigenziale regionale, insorge il sindacato della Flc Cgil.
“Nella riunione precedente – fa sapere il segretario regionale Giuseppe La Frattaci eravamo lasciati con l’impegno, da parte della Regione, di verificare la sussistenza di fondi disponibili all’eventuale rifinanziamento del progetto in essere, inteso come primo pezzo di un disegno complessivo che vedesse al suo interno un ruolo prioritario per il Sistema regionale di Orientamento permanente. Abbiamo più volte evidenziato come tale rifinanziamento, lungi dall’essere una proroga assistenziale, al contrario avrebbe permesso di sperimentare e mettere in pratica quanto effettuato sino ad oggi. Lo abbiamo detto e lo ribadiamo ancora: chi ha voluto quel progetto, lo ha votato in Consiglio Regionale sei mesi fa, con l’impegno di mettere nel frattempo a regime un sistema, non può ora disinteressarsi della sua attuazione. Purtroppo, tali risposte non sono venute: ci è stato solo comunicato che grazie ad una ulteriore verifica su fondi residui, sarebbero disponibili risorse da mettere a bando (circa 1 mln e 800 mila euro), ma non esistono ancora certezze sui tempi, sulle modalità di partecipazione degli Enti, sulla possibilità di mobilità di secondo e terzo livello e sulle ricadute occupazionali dei lavoratori in questione.
Non erano queste le risposte che ci attendevamo – prosegue il sindacalista – né tantomeno è possibile ritenere che le procedure per la Cassa Integrazione in deroga, attivate in questi giorni per 78 lavoratori della Formazione professionale, possano bastare per “mettere in sicurezza” e dare risposte ai lavoratori. Si tratta, infatti, di risorse esigue, che lasciano fuori quanti non possono accedere a tale ammortizzatore sociale (si pensi ai lavoratori con contratto a progetto) e che, in ogni caso, garantiranno al massimo un paio di mesi di ossigeno ad un paziente che resta comunque moribondo. Dal canto nostro, riteniamo che si tratta di una situazione che si poteva evitare: da anni abbiamo chiesto di cambiare registro, di fare una Legge Regionale che contenga le competenze in ambito di istruzione e formazione professionale, impegnandoci con specifiche proposte di merito. Adesso, nel momento in cui i problemi si sono aggravati, si chiede di condividere percorsi fumosi senza prospettive. Pertanto, pur restando fermamente convinti del ruolo importante svolto dalla concertazione, avvertiamo, già da ora, che non siamo disposti a trascinare questa vertenza con le modalità attuali all’infinito. Da ora in poi saremo disposti a sederci solo a tavoli specifici, preceduti dall’invio di proposte concrete, risorse definite e ricadute occupazionali documentabili.  Allo stato, purtroppo, dobbiamo rilevare come le uniche novità giungono dall’ufficializzazione dell’incontro convocato presso il Ministero del lavoro per il 29 ottobre. Si tratta di una strada che noi stessi abbiamo chiesto di percorrere, inviando insieme a Cisl e Uil una richiesta unitaria, con il senso di responsabilità di chi crede che tutte le possibilità vadano verificate, pur restando fermamente convinti delle precipue competenze (e responsabilità) regionali in materia”.

“Verificheremo nei fatti – conclude poi La Fratta – le prospettive che possono svilupparsi dopo l’incontro del 29. Anche in quella sede presenteremo le nostre richieste, sperando in risposte concrete, fattibili e praticabili nell’immediato, in modo da poter dare garanzie operative per i lavoratori e benefici al sistema.

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