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‘Il cinema dei Papi’: UCSI Molise a Ortona per la presentazione del nuovo libro di mons. Dario Viganò

Il cinema dei Papi, in un nuovo saggio di mons. Dario Viganò per celebrare i 60 anni della Filmoteca Vaticana. Sabato 23 novembre, alle ore 18,00 presso il Teatro ‘F.P. Tosti’ di Ortona sarà presentato, il Libro Il cinema dei Papi. Documenti inediti dalla filmoteca vaticana’ alla presenza dell’autore mons. Dario Edoardo Viganò edito da Marietti. Già prefetto per il Dicastero della comunicazione Vaticana, Vice-Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze Social, mons. Dario Viganò è uno dei massimi esperti di Cinematografia e  di Comunicazione.

L’evento è promosso dai Lions Club di Ortona, in collaborazione con il Comune di Ortona e UCSI Molise.  Dopo i saluti iniziali del Sindaco di Ortona (CH) Leo Castiglione, del Presidente Lions club di Ortona Luigi Iubatti e di don Domenico Di Salvatore Responsabile dei Beni Culturali della diocesi di Lanciano–Ortona, si entrerà nel vivo  della presentazione del libro. Interverrà la prestigiosa figura del prof. Guido Gili prorettore vicario  dell’Università per gli Studi del Molise che, attraverso un dialogo inedito stimolerà l’autore, mons. Dario Edoardo Viganò, a rappresentare i profili e le curiosità del capolavoro sul Cinema dei Papi. Il saggio è dedicato al rapporto tra Chiesa e Cinema. In esso l’autore ripercorre la storia attraverso le figure dei Papi a partire da Pio XII fino ai nostri giorni.

Un lavoro documentale e storiografico di accattivante interesse storico culturale e sociale. L’introduzione della serata sarà a cura di Rita D’Addona, giornalista e Presidente UCSI Molise, mentre per le conclusioni interverrà Tommaso Dragani, Governatore del Distretto 108°, Lion Tommaso. Ad integrare l’alto momento culturale, sarà l’esecuzione musicale di apertura di intermezzo e conclusivo a cura degli artisti locali del soprano Gioia Granata e del pianista Mauro D’Alfonso, quale omaggio a Francesco Paolo Tosti, raffinato cantante, musicista e compositore di fine ottocento (1846). L’evento costituisce per i territori un utile momento di riflessione sull’importanza che la Chiesa Cattolica attribuisce alla integrazione dei mezzi di comunicazione in tutti i suoi profili del linguaggio.

Un libro molto interessante come ha indicato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano nella sua introduzione al libro – perché attraverso la ricerca negli Archivi vaticani mette in luce il rapporto dei Papi, a partire da Pio XII, con i nuovi mezzi di comunicazione e soprattutto il cinema. Pontefici dotati di una capacità profetica perché si resero conto delle grandi opportunità per l’annuncio del Vangelo. Un’attenzione che sfociò nella nascita della Filmoteca Vaticana, “frutto al contempo dell’insistenza sulla necessità di promuovere una nuova «cultura cinematografica» nel mondo cattolico, ma anche della lungimiranza di Pio XII e Giovanni XXIII nel prevedere il poderoso sviluppo di una civiltà dell’immagine”. Voluta da Giovanni XXIII, la Filmoteca Vaticana raccoglie la memoria filmica della Santa Sede

 

IL LIBRO

Il volume di monsignore Viganò si snoda attraverso le figure di Pontefici che hanno segnato il rapporto tra il cinema e la Chiesa, a partire da Pio XII, “il più cinematografico dei Papi” come  spiega l’autore “non solo per gli interventi in materia ma anche per il film a cui prese parte Pastor Angelicus” del 1942. Nel volume c’è una parte dedicata a Giovanni XXIII che con la Lettera Apostolica Boni Pastor istituì la Filmoteca Vaticana. Un’analisi che si intreccia con l’approfondimento di due diversi atteggiamenti della Chiesa, “una doppia pedagogia”, tra ammonimento e incoraggiamento. “Questo libro – racconta Viganò – contiene documenti inediti trovati negli archivi della Segreteria di Stato e della Gendarmeria Vaticana come, ad esempio, un faldone con le note di carico e scarico delle bobine dei film dall’appartamento papale alla Gendarmeria. Questo ci dice che nel suo appartamento il Papa ha visto dei film e che prima della Filmoteca c’era un locale della Gendarmeria per conservare le pellicole”.

 

 

Redazione

CBlive

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