Politica

Cinghiali nei centri abitati, Gravina (M5S) presenta interpellanza urgente: “Serve chiarezza su strumenti, risultati e responsabilità”

Emergenza fauna selvatica in Molise, il consigliere regionale chiede alla Giunta dati precisi su selecontrollo, catture, trappole e tempi di intervento

Cinghiali sempre più presenti nei centri abitati del Molise e una gestione dell’emergenza sulla quale, secondo il Movimento 5 Stelle, servono risposte precise e soprattutto dati verificabili. È questo il tema dell’interpellanza urgente presentata questa mattina, in apertura dei lavori del Consiglio regionale, dal consigliere del M5S Roberto Gravina al presidente della Giunta regionale Francesco Roberti. Per Gravina, la presenza degli ungulati non è più soltanto una questione legata alle campagne e alle aree rurali, ma coinvolge direttamente la sicurezza dei cittadini e la vivibilità dei centri abitati.

“Non riguarda più solo le campagne, ma la sicurezza, l’incolumità pubblica, la viabilità e l’igiene urbana dei nostri paesi e delle nostre città”, sottolinea il consigliere. Nel mirino finiscono soprattutto gli strumenti annunciati negli ultimi anni dalla Regione per contrastare la presenza dei cinghiali.

Da anni assistiamo allo stesso copione: annunci di piani e strumenti di contenimento – selecontrollo, trappole, recinzioni, sistemi di dissuasione, persino una banca dati regionale per i dati biometrici degli animali – ma dei risultati concreti non si sa nulla”, sostiene Gravina. A preoccupare il consigliere è anche lo stato di attuazione del modello organizzativo regionale per il recupero e l’intervento sulla fauna selvatica. “A fine 2025 il modello organizzativo per il recupero e l’intervento sulla fauna selvatica risultava ancora “avviato allo studio”. Un’espressione che dopo anni di segnalazioni dei cittadini non è più accettabile”, afferma.

Con l’interpellanza, Gravina chiede quindi alla Giunta di chiarire quando sia stato concretamente avviato il selecontrollo, quanti cinghiali siano stati catturati o abbattuti nei centri abitati, anno per anno e Comune per Comune, e quali siano le caratteristiche degli animali intercettati. Il consigliere vuole inoltre conoscere quante trappole siano oggi realmente disponibili e operative, con quali procedure vengano attivate e se esista un protocollo regionale che individui soggetti responsabili e stabilisca tempi certi per gli interventi.

Tra le richieste anche un chiarimento sulla banca dati regionale annunciata per la raccolta dei dati biometrici degli animali, per sapere se lo strumento sia effettivamente operativo. Gravina solleva poi una questione relativa alla catena delle responsabilità politiche all’interno della Regione: “Il presidente Roberti mantiene tra le proprie deleghe la programmazione dell’attività venatoria, eppure è l’assessore D’Egidio a seguire di fatto la gestione della fauna selvatica”. Da qui la richiesta di fare chiarezza su chi abbia concretamente la responsabilità politica della gestione della fauna selvatica e in base a quale atto.

La conclusione del consigliere è netta: “Non stiamo chiedendo l’ennesimo annuncio, ma dati e responsabilità”. E aggiunge: “Se l’attuale organizzazione non è in grado di garantire interventi tempestivi nei centri abitati, la Regione lo dica apertamente e spieghi quali misure intende adottare per colmare le carenze operative”.

L’interpellanza punta dunque a ottenere dalla Giunta regionale risposte puntuali su strumenti, numeri, procedure e responsabilità, riportando il tema della presenza dei cinghiali nei centri abitati sul terreno della concretezza e della verifica dei risultati.

Redazione

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