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Oratino e quel ripetitore che “non s’adda fare”: la minoranza sul piede di guerra. Chiesto un Consiglio monotematico

Era lo scorso 3 ottobre quando la notizia pubblicata da CBlive, circa una probabile installazione di un ripetitore telefonico di 25 metri sul tratturo di Oratino, aveva scatenato un polverone di polemiche tra i residenti di uno dei borghi più belli d’Italia.

Se inizialmente si trattava di rumors, col passare dei giorni le voci hanno poi innescato una preoccupazione generale.

Sulla questione scottante in questi giorni non si è fatta attendere la presa di posizione da parte del gruppo consiliare di minoranza ‘Obiettivo Comune’, che il 29 settembre ha presentato una richiesta di accesso agli atti e successivamente, sollecitato dai cittadini ha proposto la convocazione di un Consiglio comunale urgente.

Nessuna risposta è però arrivata dal Municipio, almeno fino al 4 ottobre.

In una nota, infatti, il gruppo di minoranza ha fatto sapere che ha nuovamente richiesto di accedere agli atti, e che dalle stanze dell’ufficio tecnico Comunale è stato comunicato come tutta la documentazione sia stata consegnata alla Commissione Paesaggistica.

“Da quasi due settimane non siamo ancora a conoscenza delle informazioni utili ad espletare il nostro mandato consiliare”: hanno commentato i consiglieri Fatica, Cosenza e Iafelice.

“Ai cittadini, – proseguono – agitati dal continuo rincorrersi di notizie, possiamo solo rispondere per supposizione, riconoscendo la nostra inesistente conoscenza del progetto. Nel frattempo, l’Amministrazione comunale a distanza di pochi giorni dalla dichiarazione di guerra ha affermato l’impossibilità di bloccare il progetto, mostrando un’arrendevolezza che, se dovesse favorire il montaggio del ripetitore, faciliterebbe per il prossimo futuro altre installazioni simili, arrivando a compromettere definitivamente un’area dal rilevante valore storico e archeologico e dal notevole pregio paesaggistico e naturalistico”.

Gli esponenti di Obiettivo comune infine, hanno fatto sapere di essere intenzionati a continuare la battaglia affinché “l’installazione di questa antenna venga bloccata al più presto”.

Pierp.Gab.

Redazione

CBlive

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