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Storie di giovani/ “Quando canto sono piena di energia che regalo a chi mi ascolta” così si racconta Maya dei Riserva Moac

Mariangela

MARIA CRISTINA GIOVANNITTI

La musica del popolo, la musica della fratellanza, la musica che unisce e fa cultura, questa la filosofia dei Riserva Moac, acronimo di Molise Oriente Africa Cuba.

Poi c’è lei Mariangela Pavone, o meglio conosciuta come Maya: un mix di bravura, talento e bellezza; l’anima rosa della band matesina di fama internazionale, pluripremiati, ospiti al concerto del 1 Maggio in Piazza del Popolo a Roma e spesso pronti a dividersi il palcoscenico con artisti di calibro come  Modena City Ramblers, Elio e le Storie Tese, Roy Paci, Max Gazzè e tanti altri. E’ la sua voce energica e coinvolgente che da anni fa ballare folle di giovani che ‘pogano’ sulle note di ‘Bienvenido’ o ‘La musica dei popoli’ in attesa del terzo album. E’ sempre lei, disponibile e gentile come appare, a raccontarci il suo percorso di ‘Maya cantante’, della sua dimensione del canto scoperta tra i banchi di scuola, coltivata con anni di studio al conservatorio e culminata con il successo, sudato e guadagnato, nei Riserva Moac. Poi ci racconta di ‘Maya mamma’, del suo piccolo Mario che la segue nei concerti quando possibile e che spera per lui una vita di emozioni, persone, luoghi e culture da conoscere e scoprire … magari anche attraverso la musica.

Voce femminile dei Riserva Moac, come nasce la tua passione per il canto?  “Ciao cara Maria Cristina, e’ un grande piacere rispondere alle tue domande, emozionante! “Scopro ” la mia voce negli anni in cui frequentavo le elementari, durante le recite scolastiche! Mio cugino, e mio coetaneo, disse alla maestra che ero brava a cantare e così per cinque anni diventai la cantante ufficiale della scuola. La stessa cosa accadde alle medie e in quegli anni, spinta anche dalla mia insegnante di musica, decisi di studiare canto ed iscrivermi al conservatorio”

Che emozioni provi e cerchi di trasmettere quando canti?  “Il canto, e  la musica in generale, è una “dimensione”, una parte dell’essere umano che, se scopri di avere con te e che non puoi mollare. Ti da talmente tanto al punto di strabordare e regalare agli altri. Ecco, io quando canto  mi sento così: talmente piena di “tutto” che non posso far altro che regalarlo a chi mi ascolta. E regalare questa forza strabordante agli altri al contempo mi restituisce la forza di ESSERE”.

Come approdi nei Riserva? “La Riserva arriva durante gli anni del conservatorio. Anni in cui ho conosciuto Roberto (Napoletano, fisarmonicista del gruppo nonche’ autore, arrangiatore, CERVELLO). Mi diede una cassetta con alcune cose che loro gia’ avevano fatto e mi disse di ascoltare e vedere se m’interessava. Accettai immediatamente. Fino ad allora non avevo mai accettato proposte musicali ecco perché, secondo me, le cose non succedono mai per caso!”

Com’è essere l’unica donna del gruppo? “Ecco, questa e’ una di quelle domande che mi fanno da sempre. Beh, com’e’? Oggi mi verrebbe da dire che, per il tempo passato insieme, mi sono anche io plasmata a loro, diventando un maschio!In realtà sono onorata di essere l’unica donna tra di loro”

 

Come nascono le vostre canzoni? “Dallo sguardo sul mondo, sulla nostra condizione, sulle storie che ci girano intorno. Cerchiamo di essere dei buoni osservatori e, soprattutto, dei buoni cacciatori di emozioni. Poi si sta insieme e si cerca di trasformare il pensiero e l’emozione in musica e parole.”

 Un vero successo molisano che vi ha portato in giro per la regione ed oltre. Ci racconti le esperienze e le emozioni che hai vissuto da quando sei nei Riserva Moac?  “Raccontarti in poche righe tutto il bagaglio di vita che la Riserva mi ha regalato sarebbe impossibile. Posso solo dire che tante cose, se non ci fosse stata la musica, non sarebbero successe. Il viaggio, le esperienze, gli incontri fatti durante questi anni sono stati possibili grazie alla musica con la quale saremo per sempre in debito”.

 I vostri concerti sono sempre un boom di presenze soprattutto di giovani, come cerchi di stemperare l’ansia prima di salire sul palco?

Respiro profondo, un pensiero alle persone piu’ importanti della mia vita, segno della croce, un bacio al “barbone”, Fabrizio Russo (voce,chitarra, autore) e via si sale sul palcoscenico, il mio habitat naturale!”

Secondo te il successo del vostro gruppo a cosa è legato?La Riserva e’ la casa di tutti, chiunque voglia entrarci può farlo, questo è il nostro successo”

Qual è il messaggio di base dei Riserva, della vostra natura musicale e dei vostri testi? “Il rispetto per le diversità, la voglia di rendere il mondo un posto più umano. La riserva Moac, già nel nome, è un posto, un villaggio fatto di partecipazione, di entusiasmo, di rispetto e tolleranza. Un villaggio, però, che non le manda a dire, pieno di gente senza peli sulla lingua!”

 Siete in fase di lavoro il terzo album, puoi darci qualche anticipazione?  “Sarà un disco nuovo,diverso rispetto ai precedenti ma con lo stesso spirito combattivo ed energico che ci contraddistingue. Un disco sudato, passionale, pieno di strumenti tra i più disparati e di messaggi forti ed attuali. Un mix di culture, esperienze, lingue una festa patchanka, insomma!”

Se non avessi fatto la cantante, come ti immagini oggi?   “Non potrei fare altro. E’ la mia dimensione. Non e’ un lavoro che scegli di fare. Ci si nasce, e’ così. Per cui non riesco ad immaginare una mia vita diversa da questa che sto vivendo”

Mariangela mamma. Come concili il gruppo, le prove, i concerti con i bisogni del tuo bambino?  “Mariangela mamma non sa come fa a conciliare tutto! In realtà faccio come tutte le mamme che lavorano, con tanti sacrifici che ti gratificano e poi Mario e’ abituato da quando era nella mia pancia! Quando non ci sono io, e’ con il papa’ e quando torno mi riempie di sorrisi. E’ felice che io sia una cantante ma e’ anche un gelosone!”

 Se ti dovesse dire ‘Mamma, voglio fare il cantante come te’? “Sarei la persona piu’ felice del mondo. La musica ti regala emozioni, persone, esperienze, culture. Sara’ lui a decidere il suo futuro ma non ti nego che mi riempirebbe di gioia se decidesse di fare il musicista, chissa’!”

Tra dieci anni come e dove t’immagini?

Tra dieci anni avro’ 44 anni e ovviamente saro’ con la Riserva in giro per il mondo!”

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