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Trasporti, sindacati sul piede di guerra: ritardi nei pagamenti ai lavoratori e servizi scadenti. “Si proceda con la gara per il gestore unico”

Quattro ore di sciopero per dire ‘no’ alla liberalizzazione del mercato dei servizi di trasporto passeggeri proposto dalla Commissione Europea. Anche il Molise, oggi 21 gennaio, aderisce alla protesta a livello nazionale sostenuta dalle segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugla, Faisa-Cisal.

Gli uffici e gli impianti fissi non direttamente connessi alla mobilità delle persone aderiranno allo sciopero nelle ultime quattro ore della prestazione giornaliera, mentre per gli addetti ai turni rotativi ed esercizio del trasporto extra-urbano, urbano e del noleggio nonché biglietterie e personale connesso e funzionale al servizio di mobilità delle persone sciopereranno dalle ore 19 alle ore 23.

Ma nella ventesima regione i sindacati sono sul piede di guerra anche per i ritardi o le mancate retribuzioni ai lavoratori del comparto. Un appello, quello lanciato all’assessore regionale Vincenzo Niro, che arriva dai segretari regionali delle differenti sigle sindacali: Pasquale Giglio (Faisa-Cisal); Franco Rolandi (Filt-Cgil); Antonio Vitagliano (Fit-Cisl); Carmine Mastropaolo (Uiltrasporti) e Nicola Libertone (Ugl autoferro).

“Si tratta – dicono i una nota congiunta i sindacalisti – di una situazione non più tollerabile da parte di imprese che peraltro godono di una posizione di privilegio rispetto al resto d’Italia.

“Si proceda con le gare per il gestore unico dei trasporti”: il monito lanciato dalle organizzazioni sindacali.

I ritardi e i mancati pagamenti ai dipendenti, in Molise, non riguardano solo l’Atm, l’azienda verso la quale i sindacati hanno attivato le usuali procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalle normative vigenti e che costituiscono, come è noto, l’anticamera di un’azione di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Procedure queste, che si sono concluse con esito negativo solo qualche giorno fa nel tavolo convocato in Prefettura a Campobasso, al quale ha preso parte anche la Regione Molise.

L’Atm, infatti, fanno sapere i sindacati continua a ritenere di vantare crediti per circa 500mila euro nei confronti della stessa Regione Molise, producendo inaccettabili ricadute verso gli incolpevoli dipendenti costretti, nella migliore delle ipotesi, ad adire per vie legali (decreti ingiuntivi e pignoramenti) per ottenere il dovuto”.

Ma lo “stato influenzale” dall’Atm, così lo definiscono i sindacalisti, è stato trasmesso anche alle altre ditte del comparto, che sembrerebbero essersi adeguate a quelle cattive pratiche che penalizzano i lavoratori.

Paradossalmente – scrivono i sindacati nella nota stampa divulgata – stiamo parlando proprio di quelle quattro/cinque imprese molisane che vantano i numeri maggiori in ambito regionale, sia in termini di km effettuati, di numero dipendenti e di parco mezzi e che potrebbero almeno in teoria concorrere per l’assegnazione del bando di gara in altre regioni. Invece proprio i lauti compensi ed il ‘giardinetto’ sapientemente coltivato in loco, ha fatto sì che a nessuna di loro sia convenuto accrescere le capacità gestionali e le competenze per confrontarsi con analoghe aziende del settore. E le conseguenze per i cittadini e per le stesse Istituzioni molisane sono sotto gli occhi di tutti: a fronte di un servizio complessivamente scadente sotto tutti i punti di vista (efficienza, qualità dei mezzi, sicurezza, pulizia ecc. ecc.), il costo per ciascun residente pari a 187,80 euro, è in assoluto e di gran lunga il più alto tra le regioni italiane a statuto ordinario, addirittura il 71,52% in più della media nazionale”.

Ritardi nei pagamenti e situazioni analoghe per i lavoratori, in questi mesi, hanno coinvolto anche i lavoratori della Sati, della Seac e della Gtm di Termoli.

Ritardi insopportabili – dicono Giglio, Rolandi, Vitagliano, Mastropaolo e Libertone – anche in relazione alle ingenti risorse pubbliche che le stesse imprese ricevono e ad un costo del lavoro che è tra i più bassi d’Italia anche perché nessuna di loro applica contratti cosiddetti integrativi. Eppure i costi di queste aziende, rispetto ai ricavi sono, di gran lunga, superiori a quelle di un’azienda di dimensioni maggiori. A questo punto, qualcosa non torna”.  Gli stessi sindacalisti denunciano poi anche presunte “ritorsioni per i lavoratori che osano lamentarsi o adire le vie legali”.

Insomma, uno scenario davvero surreale che colloca il trasporto pubblico molisano Molise all’ultimo posto in Italia per efficienza, trasparenza e trattamento del personale dipendente.

Per questo motivo i sindacalisti si rivolgono all’assessore Niro e al governatore Toma, nonché a tutti gli esponenti regionali “affinché la politica si convinca finalmente ad andare avanti celermente verso il bando per l’assegnazione dei servizi di trasporto ad un unico gestore. A nostro avviso, questa soluzione se attuata nei tempi previsti e preannunciati in più di un’occasione dall’assessore Niro, può rappresentare la panacea di tutti i mali e per i lavoratori del settore l’unica speranza e, se vogliamo, un calmante per le tante tensioni accumulate. Nel frattempo e in attesa dell’auspicato gestore unico, – concludono i sindacalistichiediamo un deciso intervento verso le aziende, che non sia solo formale, ma anche sanzionatorio nei casi che si segnalassero”.

Redazione

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