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A Lidia De Benedittis l’assessorato alla Cultura. I centristi sul piede di guerra a Palazzo San Giorgio

È solo questione di ore, ma a breve il sindaco di Campobasso, Antonio Battista, dovrebbe firmare il decreto di nomina del nuovo assessore alla Cultura. Sarà Lidia De Benedittis a entrare a far parte dell’esecutivo di Palazzo San Giorgio e prendere il posto che, fino allo scorso 30 aprile, è stato ricoperto da Emma de Capoa, in quota (da esterna) al Partito dei Comunisti Italiani.

La De Benedittis che, alle scorse regionali con Liberi Uguali ha ottenuto 798 preferenze è, infatti, il nome scelto dal numero uno del Municipio, per dare continuità a quell’area di sinistra che fa capo sia all’ex sindaco Augusto Massa, sia al consigliere Maurizio D’Anchise, con cui Battista ha condiviso la sua carriera politica fino a oggi.

Tuttavia, non è da escludere che la nomina della De Benedittis potrebbe provocare diversi mal di pancia tra gli esponenti dell’assise civica.

Soprattutto tra quelli che erano particolarmente attenti a trovare un pretesto per legittimare un imminente cambio di rotta, dovuto anche alla collocazione del proprio partito a livello regionale. Gli stessi che ora, a differenza del patrocinio al Gay Pride, per il quale avevano annunciato di voler abbandonare la maggioranza, hanno un’occasione particolarmente ghiotta per tornare tra le fila di un Udc, che in Regione ricopre la presidenza del Consiglio in un governo di centrodestra.

Ma questo non sarebbe certo l’unico esempio.

Nell’area del malpancisti anche i cosiddetti centristi, ovvero esponenti delle liste civiche che cinque anni fa contribuirono in maniera determinante alle vittoria del centrosinistra. Proprio quelli che ora, alla luce delle vicende nazionali e, in concomitanza delle prossime comunali, potrebbero voler mirare ad altri orizzonti.

Insomma, tanti sono quelli che mormorano come una simile operazione del primo cittadino, orientata a rinsaldare ‘vecchie’ alleanze, andrebbe a discapito di una necessaria ‘conquista di terreno’, in vista delle prossime amministrative.

In fondo il rebus sulla stessa ricandidatura del primo cittadino ancora non è stato sciolto. Probabilmente lo stesso Battista potrebbe non essere nemmeno interessato a una nuova corsa in direzione dello scranno più alto di Palazzo San Giorgio.

In fondo senza la risposta a tale quesito non ci sono nemmeno i presupposti per attribuire la reale motivazione a una scelta che, a pochi mesi dalle elezioni, non sembrerebbe aver tenuto conto di diverse variabili. Tra cui la più imminente: Battista avrà i numeri per arrivare alla fine della legislatura?

fabyabb

redazione

CBlive

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