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Covid, in Molise RT 1,8: la Regione attende le disposizioni nazionali, ma necessario piegare la curva del contagio. Tamponi anche ad Agnone e Isernia e a Campobasso arrivano quelli in auto

In Molise nella settimana tra il 19 e il 25 ottobre, l’indice dei contagi RT è stato pari a 1,85. Al vaglio del governo regionale ci sono misure per il contenimento del contagio sul territorio regionale. Ma per decidere il da farsi ed emanare nuove ordinanze il presidente Toma è in attesa di capire cosa accadrà a livello nazionale.

Proprio questo pomeriggio, infatti, ci sarà un nuovo vertice Stato-Regioni, mentre in serata dovrebbero arrivare lemisure contenute in un nuovo Dpcm, annunciato ieri dal premier Conte in audizione alle Camere.

Al momento da quanto emerso dalle parole del governatore Toma nella riunione del Tavolo Covid convocato questa mattina in Consiglio regionale, in Molise le strutture di terapia intensiva sono utilizzate al 20% e, come specificato dal presidente “non risultano grosse pressioni sui posti letto di malattie infettive”.

Proprio ieri sera, 2 novembre, è stata emanata l’ultima ordinanza del presidente che riguarda l’impegno dato al Commissario ad acta per il rientro dal deficit sanitario di attuare le opportune procedure per la contrattualizzazione, entro un massimo di 10 giorni, dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta per la somministrazione ai loro pazienti di tamponi antigenici.

“Tale procedura consentirà – ha spiegato Toma – di sgravare dal compito di avere contatti quotidiani con i pazienti risultati positivi per fornire le opportune istruzioni, il Dipartimento di prevenzione, che potrà così dedicarsi, con maggiore lena, alle tante altre attività di cui è responsabile, tra le quali il monitoraggio. Il Dipartimento che sarà rafforzato con altre otto unità di personale sanitario e tre unità di personale amministrativo”.

Domani, invece, si svolgerà il sopralluogo con il sindaco di Campobasso e il Comandante dei Carabinieri per individuare il luogo in cui far eseguire i tamponi direttamente in auto, nel quale saranno impiegati un 1 medico militare, 2 infermieri inviati dal Governo. Al vaglio l’ipotesi della Cittadella dell’Economia.

Ancora, in un quadro di rafforzamento delle azioni da intraprendere per la gestione dell’attuale fase di emergenza, sono state richieste al Commissario ad acta l’attivazione di altre 2 squadre Unità Speciali di Comunità Assistenziali (USCA), portandole dalle attuali 3 a 5, per una migliore azione di gestione delle criticità e prevenzione del contagio sul territorio.

A breve, inoltre, prenderanno il via i lavori (che da capitolato di appalto dovrebbero concludersi entro un massimo di 4 mesi) per la qualificazione tecnico-funzionale del padiglione Covid del Cardarelli di Campobasso, che consentirà di avere altri 9 posti di terapia intensiva e 21 di malattie infettive. Come pure è previsto un rafforzamento del Pronto soccorso e il miglioramento dei percorsi separati nel medesimo ospedale.

“Ad ogni modo il Molise  – ha detto ancora il presidente – fa parte del Centrale unica di soccorso italiana, e potrà usufruire, nel caso di saturazione delle proprie strutture, di altri posti di terapia intensiva o di malattia infettiva, in altre regioni che nell’ambito della solidarietà nazionale, saranno messe a disposizione in un clima di reciprocità”.

Intanto per Isernia e Agnone il personale per effettuare i tamponi è stato individuato e addestrato, così come pure sono stati definiti i percorsi per rendere possibile il loro prelievo e la loro processazione nelle strutture demandate.

In entrambi i comuni è in corso una verifica dell’idoneità delle strutture sanitarie disponibili, nel caso negativo è comunque già stato ideato un piano alternativo con la Protezione civile per l’utilizzo di altri luoghi. Entro pochi giorni saranno, quindi, operativi punti per effettuare tamponi per la rilevazione del virus Covid sia Isernia che ad Agnone.

“Non dimentichiamo – ha detto il direttore generale Asrem, Oreste Florenzano, in occasione del Tavolo – come il Molise abbia quintuplicato da marzo il loro numero tanto da essere tra le prime regioni d’Italia per l’effettuazione quotidiana, ma ricordiamo che i tamponi non sono elementi di terapia. Non bisogna in alcun caso dare spazio a forme di psicosi da tampone, che va fatto in caso di reali criticità, con appropriatezza e in un clima di tranquillità, operatività e rispettando rigidi protocolli di sicurezza e certezza di risultato”.

Per quanto concerne, poi, i lavori da eseguire al Cardarelli per il padiglione Covid, Florenzano ha dato notizia che nella giornata odierna saranno individuate le ditte per l’esecuzione del cronoprogramma fissato.

Per le USCA il Direttore ha ricordato che si è attivato per la proroga dell’attuale personale, evidenziando come queste tre strutture abbiano operato molto bene dalla loro creazione, impegnandosi anche nel prelievo tamponi sul territorio, tanto da passare da 200 unità a 700 unità giornaliere (con punte fino a 1000) processate.

Ciò ha comportato uno screening più elevato e accurato che ha permesso di individuare un numero elevato di asintomatici, inibendoli da eventuali contagi inconsapevoli.

Per la gestione Covid il Direttore Asrem ha poi spiegato che sono attualmente disponibili 17 posti di terapia intensiva, che possono essere implementati in ipotesi di necessità; mentre per malattie infettive, allo stato, ci sono 35 posti che, anch’essi, possono essere rimodulati e ampliati al bisogno.

Florenzano ha poi smentito le notizie circolate circa l’esaurimento della soglia massima dei posti letto di malattie infettive, “è invece in esecuzione – ha detto – un piano di azioni che consente di ampliare all’occorrenza sia il numero dei posti di terapia intensiva che di quelli di malattie infettive”.

In ultimo Florenzano ha voluto precisare che le strutture ospedaliere sono assolutamente sicure, e che i contagi del personale riscontrati negli ultimi mesi, sono risultati essere avvenuti, sulla base dell’analisi della catena epidemiologica, in attività diverse da quella lavorative. Stessa cosa dicasi per il 118 e per i suoi operatori, tra l’altro, sono impiegati in piena sicurezza utilizzando in maniera distinta ambulanze per Covid e per casi ordinari. Concludendo il Direttore ha rilevato come attualmente il numero dei soggetti risultati positivi al test Covid è nella stragrande parte asintomatica; non ci pone però nella condizione di avere una criticità esponenziale, questo anche nel confronto con i numeri di marzo.

Il Direttore del III Dipartimento Manuale Brasiello, infine, ha ricordato come, vista la recrudescenza del fenomeno contagio, sia stata riorganizzata la Protezione civile regionale prevedendo due sottogruppi, che si alternano nell’azione, per evitare di fermare le attività al verificarsi di eventuali contagi.

Inoltre, sono stati sentiti tutti i sindaci della regione per ribadire la disponibilità delle squadre di protezione civile ad assistere la parte della popolazione più fragile ed in difficoltà (ad anziani, persone in quarantena o portatori di handicap) per l’approvvigionamento di medicinali e generi alimentari.

Ci si sta poi attivando per la operatività del Piano neve. Per i vari presidi di protezione anti contagio, al momento Brasiello ha affermato che esistono scorte sufficienti, che vengono distribuite a seconda delle priorità e delle necessità riscontrate di volta in volta.

Redazione

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