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Spese pazze dei gruppi consiliari, la Regione Molise chiederà ai sei consiglieri regionali la restituzione di 570mila euro “per i danni materiali e morali”

La sala consiglio di Palazzo Moffa
La sala consiglio di Palazzo Moffa

Nell’inchiesta sullo sperpero dei fondi assegnati ai gruppi consiliari di Palazzo Moffa, la Regione Molise, come noto, si costituirà parte civile nei procedimenti a carico, sinora, di sei ex inquilini di via IV novembre. Al momento, in attesa di nuovi ed eventuali sviluppi sull’inchiesta della Procura di Campobasso, affidata al pm D’Angelo, l’ente richiederà, come riporta l’Ansa, risarcimenti per una somma di 570mila euro, richiedendo l’indennizzo per i “danni materiali e morali”.

La Regione Molise, secondo quanto riporta l’Ansa, chiederà il riconoscimento in sede di processo una provvisionale immediatamente esecutiva agli ex consiglieri regionali Michele Picciano (300mila euro), Enrico Gentile (100mila), Luigi Pardo Terzano (60mila), Sabrina De Camillis (50mila), Michelangelo Bonomolo (50mila) e Francesco Di Falco (10mila).

Le udienze riprenderanno mercoledì 7 ottobre 2015 e il reato contestato è il peculato, vista “l’utilizzazione per fini diversi e non riconducibili alla specifica destinazione prevista” rispetto ai fondi a disposizione dei gruppi.

Gli inquilini di Palazzo Moffa, negli anni passati, prima che scoppiasse lo scandalo, non avrebbero badato a spese, allegando nelle note spese dei gruppi anche scontrini di somme irrisorie, come quelle al bar di due o tre euro, per la colazione e la merenda giornaliera.

I sei consiglieri regionali, ma non sono i soli perché ci sono altre posizioni in via di definizione, avrebbero allegato nelle note spese pranzi e viaggi con relative camere d’albergo (le voci di spesa più cospicue), come quella di circa 100mila euro di un consigliere bassomolisano in un ristorante di Termoli. Somma spalmata in quattro anni: una media di duemila euro al mese. Non mancano l’acquisto di cellulari, di ricariche telefoniche, qualche multa, spumante, mortadella, un asciugacapelli, un frigorifero, il caffè, i succhi di frutta, la breasola, il prosciutto, lo zucchero.

Le indagini della Guardia di Finanza nei mesi scorsi hanno messo in luce quanto avveniva all’interno dei gruppi consiliari, ora spetterà agli organi giudicanti stabilire se il modus operandi dei consiglieri regionali fosse conforme o meno alle norme in vigore.

 

redazione

CBlive

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