Cultura

Al Liceo Classico la lezione di don Ciotti: “Il pericolo è la digitalizzazione dell’esistenza con un mero scambio di informazioni e non di vita”

GIULIANA IANNETTA

L’auditorium del Liceo classico ‘Mario Pagano’ di Campobasso ha ospitato un incontro di studio dal titolo “Costituzione italiana: solidarietà, situazione carceraria e fenomeni migratori”. 

Il convegno è stato organizzato da Roberta D’Onofrio e Daniele Colucci, esperti formatori della Struttura territoriale di Campobasso della Scuola Superiore della Magistratura, con l’obiettivo di approfondire il complesso tema della situazione carceraria e dei fenomeni migratori alla luce dei diritti inviolabili riconosciuti e garantiti dalla nostra Carta Costituzionale, nonché del dovere di solidarietà economica e sociale verso i più deboli.

Il confronto è stato aperto dal presidente del Tribunale di Sorveglianza di Campobasso, Giuseppe Mastropasqua, con un intervento dal tema “Sicurezza sociale e reinserimento delle persone detenute: un ossimoro?”, che ha sottolineato l’importanza di creare, per ogni detenuto, un percorso che parta dalla pena e tenda alla sua rieducazione, sia come reinserimento socio lavorativo sia quale riflessione critica sul reato commesso. E ciò, da un lato, non può prescindere dal consenso del reo mentre, dall’altro lato, deve consistere in trattamenti non contrari al senso di umanità.

Subito dopo, è intervenuta Rossana Venditti, Sostituito procuratore della Repubblica, con una relazione relativa alla necessità di garantire solidarietà ai minori stranieri non accompagnati. “Il principio di solidarietà – ha sottolineato la Venditti – trova un difficile scoglio nel fenomeno dell’immigrazione. Il nostro ordinamento, però, agli artt. 2 e 10 della Costituzione, non ci consente di scegliere perché il dovere di solidarietà è inderogabile. Accogliere chi fugge dal proprio paese è un dovere per tutti. Di solito il fenomeno riguarda ragazzi tra i 16 e i 18 anni, in maggioranza maschi, che arrivano in Italia con la speranza di realizzare le proprie prospettive di vita e per i quali l’inclusione può evitare che comincino a delinquere. Importante figura è, in questo contesto, quella del tutore volontario, un adulto di riferimento che indirizzi ed accompagni il ragazzo verso l’inserimento sociale“.

A seguire l’intervento di Alessandra Salvatore, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Campobasso, che ha posto l’accento sui fenomeni migratori e sulla possibilità di una vera inclusione per mezzo di un approccio per conoscenza. L’assessore ha evidenziato i motivi che spingono tante persone a lasciare il proprio paese in cerca di un’esistenza libera e dignitosa, testimoniando la sua esperienza in prima linea e ricordando, a titolo esemplificativo, la storia di un ragazzo ghanese venduto dalla famiglia all’età di sette anni per lavorare nei campi e sottoposto a continue privazioni. “Arrivato in Italia a diciannove anni – ha spiegato l’assessore – questo ragazzo ha chiesto aiuto desideroso soltanto di vedere riconosciuto il suo “diritto alla felicità “.

Il dibattito è entrato nel vivo con l’intervento di don Luigi Ciotti, fondatore del gruppo “Abele” e presidente di “Libera”, che ha sottolineato l’importanza della Costituzione in quanto punto di riferimento etico e bussola per tutti i cittadini. “La mia vita è cambiata all’età di diciassette anni quando, andando a scuola, mi sono imbattuto in un medico, che era ormai diventato un barbone e sedeva tutto il giorno su una panchina a leggere libri. Lui mi ha fatto capire che la tempesta nella vita può arrivare improvvisamente per tutti e mi ha chiesto di aiutare gli altri in difficoltà. Nel mio percorso ho compreso che i dubbi sono più sani delle certezze e, per questo, dobbiamo sempre porci delle domande, essendo consapevoli dell’esistenza dei problemi. È necessario scegliere sempre di ascoltare la voce del cuore e dell’intelligenza ed uscire dall’io. Quando si parla di immigrazione, si sta facendo riferimento a persone, vite, speranze e sogni. Essere parte del cambiamento ed assumersene la responsabilità con umiltà e generosità è un dovere di tutti. Oggi c’è una emorragia di memoria tra di noi, sia del passato che del presente. Siamo circondati da tanti stimoli, ma abbiamo smesso di approfondire, non c’è più il pensiero critico. Il pericolo è la digitalizzazione dell’esistenza, con un mero scambio di informazioni e non di vita. La Costituzione italiana, in questa cornice, è un testo fondamentale, nata per rendere solida la nostra democrazia, una risposta alle tragedie della guerra e all’oppressione del fascismo. Questo non lo possiamo dimenticare e dobbiamo guardare al mondo in quest’ottica. La deriva xenofoba e razzista non può condurre a riconoscere pubblicamente delle idee completamente errate. L’etica parte dalle nostre coscienze e deve tradursi in azioni concrete e, poi, in codici. Una legge non sorretta dell’etica rischia, infatti, di rimanere lettera morta”. 

redazione

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