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Famiglie omosessuali, Papa Francesco dice sì alla tutela civile. Arcigay Molise: “Un passo in avanti, ora ci aiuti a combattere l’omotransfobia”

“Gli omosessuali hanno diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio, e hanno il diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe esserne buttato fuori o essere infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo, gli omosessuali godrebbero di una copertura legale. Io ho difeso questo”. Sono queste le parole che Papa Francesco ha pronunciato su gay e unioni civili contenute nel documentario ‘Francesco’ di Evgeny Afineevsky, presentato la scorsa settimana alla Festa del Cinema di Roma.

Una posizione, quella del Pontefice, che molti hanno voluto considerare, potremmo dire quasi ‘rivoluzionaria’, ma che in realtà è evangelicamente ispirata e peraltro non nuova. Già quando era cardinale, Jorge Mario Bergoglio, aveva espresso il suo pensiero e, come ha voluto rimarcare, monsignor Victor Manuel Fernández, arcivescovo di La Plata, profondo conoscitore del pensiero bergogliano, papa Francesco distingue due piani.  

Da un lato il matrimonio, termine applicabile solo a un’unione stabile tra una donna e un uomo, e dall’altro la riconosciuta esistenza di legami molto stretti fra persone dello stesso sesso che “può essere contemplato da una legge sulle unioni civili”.

Le parole del Papa arrivano dopo un lungo percorso della Chiesa che, negli ultimi anni, ha riconosciuto la necessità di una legislazione ad hoc per le coppie omosessuali.

Il discorso del Pontefice è ampio e si rivolge al mondo intero al fine di sensibilizzare anzitutto la Chiesa al suo interno su un terreno delicato e sul quale non tutti parlano lo stesso linguaggio.

Il pensiero di Papa Bergoglio viene accolto con cauto ottimismo anche dall’Arcigay.

Il sostegno del pontefice alla legge sulle unioni civili, per come raccontato nel documentario presentato alla Festa del Cinema di Roma, è senza dubbio una gradita sorpresa”, sono infatti le parole pronunciate da Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay.

A seguire la linea di Piazzoni anche la presidente dell’Arcigay Molise, Luce Visco che parla di “piccola apertura”, lanciando poi la sfida della battaglia più importante da vincere: quella contro l’omotransfobia e misoginia.  

“Fino ad oggi – afferma Visco – la Chiesa si è sempre detta contraria ad ogni tipo di unione omosessuale per cui la dichiarazione del Papa è un passo in avanti. In Italia la Legge sulle unioni civili è giunta dopo anni di battaglie delle persone Lgbti per il matrimonio egualitario. Restiamo su molti fronti parecchio distanti, tuttavia meno ostili. Oggi la battaglia è quella contro omotransfobia e misoginia. In Italia questa battaglia si traduce nell’impegno per l’approvazione di una legge efficace contro questi fenomeni. Chiediamo a gran voce di mettere un argine all’odio”.

Proprio su questo fronte bisogna ricordare come in Consiglio regionale sia stata presentata la Proposta di Legge contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”, di cui è prima firmataria la capogruppo dem Micaela Fanelli.

E sarebbe bello che, una volta che la PdL arrivasse in Aula, almeno su questo fronte il Molise scegliesse di dare l’esempio al resto del Paese.

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