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Covid-19, anche gli autisti-soccorritori in prima linea

Questa Emergenza ha coinvolto tutti gli “attori” del soccorso, ogni figura professionale, perfino quelle che in Italia non esistono; noi, gli Autisti-Soccorritori. Co.E.S. Molise associata Co.E.S. Italia, presente in 17 Regioni da più di 20 anni, raccoglie i pensieri e le speranze di questa “categoria” per realizzare il sogno più grande: il diritto di esistere professionalmente.

Da diversi anni – si legge in una nota -si combatte per il riconoscimento di questa figura professionale con le istituzioni, in quanto con il trascorrere del tempo i protocolli e le linee guida del soccorso si sono evolute.

Sembra un pensiero semplice, eppure, nonostante percorriamo ogni giorno molteplici chilometri a soccorrere pazienti, soffocati dentro tute e camici, bardati come qualsiasi figura sanitaria, noi non siamo una figura professionale riconosciuta. Stiamo lavorando spalla a spalla con Medici, Infermieri e Tecnici, rischiando su ogni intervento di essere contagiati dal maledetto virus, esposti a rischio biologico senza nessuna tutela, non solo in questa emergenza ma in qualsiasi nostro intervento di servizio di “Emergenza e Urgenza Sanitaria”.

Nessuno sa che oltre ai Soccorritori Volontari e ai Sanitari esistiamo anche noi: gli Autisti-Soccorritori, che sono anche dipendenti, sia nella Sanità Pubblica, che nelle associazioni di volontariato ognuno col proprio ruolo, ognuno con una preparazione diversa, a seconda della Regione di appartenenza, ognuno col suo credo, i suoi pregi e i suoi difetti.

Comunque vada, anche se lo Stato Italiano in 28 anni (si tanti ne sono passati dal DPR 27 marzo istitutivo del 118 che prevedeva l’Istituzione della nostra figura), vorremmo solo ricordare che non serbiamo rancore e serviamo comunque il nostro tricolore come tutti gli altri, ma che il passato è scritto, il futuro invece è una tela bianca, pertanto si può sempre rimediare alle proprie dimenticanze.

Consentiteci di rivolgere un sentito GRAZIE agli Autisti-Soccorritori invisibili deceduti sul campo, della Lombardia all’Emilia Romagna, dalla Campania fino alla Puglia e a coloro che stanno lottando tra la vita e la morte in Terapia Intensiva. Tutti insieme ce la faremo a sconfiggere questo virus senza mai mollare. Grazie di cuore a tutti gli Autisti-Soccorritori per il loro costante impegno quotidiano.

Redazione

CBlive

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