Politica

L’intervento di Vincenzo Musacchio: “I politici molisani potrebbero riavvicinarsi ai cittadini, riducendosi lo stipendio sin da subito con una legge ad hoc’

La sede del Consiglio regionale del Molise a Palazzo Moffa
La sede del Consiglio regionale del Molise a Palazzo Moffa

VINCENZO MUSACCHIO*

La riduzione dei costi della politica e la battaglia contro i privilegi della casta  è, da sempre, uno dei cavalli di battaglia di Co.Re.A. Siamo stati tra i primi ad affrontare la questione in Molise con metodologie teoriche e pratiche, con proposte, ricorsi e autotutele varie, senza mai ottenere alcuna risposta dagli organi regionali preposti.

Ne abbiamo fatto una ragione di esistenza martellante non perché abbiamo in antipatia qualcuno ma semplicemente per una questione di giustizia sociale e perché no, morale. A molti magari è sfuggito, ma il DDL Boschi, quello che riforma il Senato e il Titolo V della Costituzione, contiene un articolo, il numero 34, che stabilisce un nuovo limite agli stipendi dei componenti degli organi regionali, presidente e assessori compresi: gli emolumenti, si legge nel testo, ‘non potranno superare l’importo di quelli spettanti ai sindaci dei Comuni del capoluogo di regione’.

Il disegno di legge, tuttavia, non avrà effetto immediato. Trattandosi di una legge di riforma costituzionale, dovrà essere discusso e votato dalla Camera e poi passare attraverso una seconda lettura in tutti e due i rami del Parlamento. E se necessario, essere sottoposto anche a referendum confermativo. Si prospettano, insomma, tempi biblici. Cosa può fare allora la regione Molise nell’immediato? Se volesse dare un segnale di vicinanza reale ai cittadini potrebbe, per legge, accelerare i tempi e applicare subito il nuovo tetto votando una legge regionale prima dell’entrata in vigore della riforma, riducendo i compensi dei consiglieri a cinquemila euro lordi al mese (tutto compreso, senza accessori o indennità varie) e, comunque, non oltre lo stipendio tabellare del sindaco del Comune capoluogo di regione. Occorrerebbe anche eliminare l’indennità di fine mandato e il vitalizio anche per coloro i quali lo stanno già percependo.

I tagli tanto attesi dai cittadini, però, sembrano essersi eclissati, dalla discussione pubblica, scomparendo dall’agenda di quasi tutti i partiti. Noi di Co.Re.A riteniamo che la strada testé delineata sia quella da percorrere al più presto se si vuole recuperare un rapporto ormai logorato  tra politica e cittadini molisani.

*Presidente Co.Re.A Molise

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