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Isernia chiama, il grande basket risponde: Willy Caruso racconta la fame e i valori della palla a spicchi

DARIO SALVATORELLI

Il basket che conta ha fatto tappa a Isernia, e lo ha fatto in una cornice decisamente particolare come il Chiostro di Palazzo San Francesco. L’occasione è stata il talk “I valori del Basket”, una serata moderata dal giornalista isernino Antonino Morici della Gazzetta dello Sport che ha radunato alcuni dei nomi più importanti del movimento molisano ed italiano. Al dibattito hanno partecipato coach Andrea Capobianco (venafrano allenatore della nazionale femminile) Antimo Martino (isernino anche lui, allenatore di diverse squadre in Serie A negli anni, compresa la Fortitudo Bologna) e la capitana della Magnolia Campobasso, Stefania Trimboli, ormai Molisana d’adozione. Ma gli occhi del pubblico erano puntati soprattutto su Guglielmo “Willy” Caruso. Il centro della Nazionale e del Napoli Basket è l’esempio perfetto di chi ha scelto di scommettere sul Meridione dopo essere arrivato ai massimi livelli del campionato di LBA con l’Olimpia Milano. Lo abbiamo avvicinato pochi minuti prima dell’inizio dell’evento per fare una chiacchierata esclusiva su cblive.it.

L’incontro è servito soprattutto a parlare di concetti sani in uno sport che oggi viaggia a ritmi altissimi e stressanti. Caruso è ancora molto giovane, ma sa già benissimo cosa significa gestire le pressioni della Serie A. Per fare il salto dalle giovanili ai professionisti senza bruciarsi serve una base solida, fatta di etica del lavoro e rispetto quotidiano per i compagni e gli avversari: “Il sacrificio più grande è stato probabilmente quello di andare via di casa a 13 anni e lasciare la famiglia e gli amici per inseguire questo sogno: non ho neanche un rimpianto. È stata una scelta difficile però sacrificare la mia infanzia e la mia adolescenza è stata la gioia più grande”

Dietro la sua decisione di giocare a Napoli c’è molto orgoglio campano. Oggi club come la Magnolia Campobasso dimostrano che anche al Sud si può fare pallacanestro di vertice, senza che i ragazzi debbano per forza fare la valigia per andare nelle società del Nord. Sentire l’appartenenza alla propria terra per un giocatore meridionale fa tutta la differenza del mondo, soprattutto quando ci sono progetti seri alla base: “È una cosa che è “un po’ da film” riuscire a rappresentare la tua città, la tua regione e, soprattutto, il sud, dato che siamo in pochi a rappresentarlo; io sono uno di quelli e quindi per me è una grande responsabilità e un motivo d’orgoglio portare in alto il sud in Italia e nel mondo”

Chiaramente giocare in una piazza bollente come Napoli dà una carica pazzesca, ma mette anche parecchio peso sulle spalle. Gestire la testa, curare i dettagli del corpo e farsi trovare sempre pronti quando arriva la chiamata della Nazionale richiede una maturità non comune, un equilibrio che Caruso gestisce in questo modo: “Ovviamente le pressioni sono tante però noi siamo abituati sin da piccoli a riceverle. È chiaro che giocare per la tua città mette ancora più pressione, ma è una cosa che ti fa crescere sia come giocatore sia come persona… e ti dà anche la forza di andare avanti nei momenti un po’ più brutti; e questo, naturalmente, grazie all’aiuto dei familiari e degli amici”

A fare da contorno al dibattito c’era un pubblico caldissimo che ha riempito ogni spazio del chiostro. È la conferma che in Molise la fame di grande basket è tanta e che l’entusiasmo della gente resta il vero motore di questo sport. Questa accoglienza così calorosa ha colpito molto anche il lungo azzurro: “Sono molto felice perché ogni volta che ho la possibilità di condividere esperienze mie e conoscere le esperienze degli altri o comunque parlare di valori importanti come quelli che affronteremo oggi, è sicuramente una cosa che mi fa piacere… soprattutto d’estate, dato che ho tanto tempo libero… e mi piace dedicarlo anche a queste cose”

L’incontro è stato molto piacevole da vedere. Spicca la grande capacità di coinvolgimento da parte di Antonino Morici, che ha interagito perfettamente con i quattro intervistati tra battute, ricordi ed emozioni. Si è parlato delle carriere di tutti e quattro, dei momenti più belli e dei momenti più divertenti. Un incontro molto gradevole che si è concluso con il regalo da parte dei ragazzi della New Minibasket Isernia che hanno consegnato delle magliette personalizzate ai “big five” sul palco. Tantissimi sorrisi ed emozioni. 

 

Redazione

CBlive

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