Cultura

Altilia, scoperto un antico tempio romano

Nella conferenza stampa che si è svolta oggi a Palazzo Iapoce, la dirigente e i funzionari archeologi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Molise hanno presentato i risultati delle attività di tutela e ricerca archeologica svolte sul territorio molisano negli ultimi mesi.

Tutela e ricerca sono, infatti, due delle più importanti direttrici lungo le quali si sviluppa l’azione degli uffici territoriali del Ministero.

L’archeologia preventiva, che ha l’obiettivo di conciliare le esigenze di tutela del patrimonio archeologico e le attività legate alla costruzione di infrastrutture, rappresenta una grande opportunità di arricchire la conoscenza delle vicende storiche del territorio molisano.

I lavori del Metanodotto Larino – Chieti, il cui tracciato interessa sette comuni molisani immediatamente prospicienti la costa, hanno permesso finora di riportare alla luce una serie di siti archeologici che consentirà di riscrivere la storia del popolamento di questi territori dalla Preistoria al Medioevo.

Le ricche tombe principesche, gli insediamenti produttivi e abitativi, le sistemazioni del paesaggio agrario e ambientale, delineano un quadro vivace e composito, fatto di contatti e scambi culturali, anche a lungo raggio.

Le successive attività di ricerca e studio renderanno possibile la diffusione di questo patrimonio culturale, in una prospettiva partecipativa, in cui risultino valorizzate sia le evidenze archeologiche, sia il rapporto duraturo tra l’uomo e il territorio, con il potenziale coinvolgimento delle comunità locali.

Sul fronte delle attività di ricerca pura, la Soprintendenza continua il suo lavoro per riportare alla luce le vestigia dell’antica Saepinum.

Nei pressi del Foro è appena terminata la terza campagna di scavi, appendice di un’attività di ricerca iniziata nel 2017. Le attività svolte nel 2019 hanno reso possibile la conoscenza delle fasi costruttive di un tempio su alto podio, costruito all’inizio del I secolo d.C. e che si inserisce nell’ambito del grande progetto urbanistico di età augustea.

Gli scavi della parte antistante dell’edificio hanno, inoltre, consentito di ricostruire le vicende legate all’abbandono della struttura dopo la dissoluzione dell’Impero Romano d’Occidente.

L’area fu utilizzata come necropoli e i materiali del tempio furono reimpiegati nella costruzione delle vicine casette rurali. Gli archeologi hanno, infine, eseguito degli approfondimenti sugli ambienti sotterranei del tempio, individuando le fasi preromane e arrivando fino al suolo geologico.

Con il prosieguo del progetto si prevede per il prossimo anno la conclusione dello scavo e la sistemazione dei percorsi, per inserire il tempio romano all’interno del percorso di visita dell’area archeologica.

 

Redazione

CBlive

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