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Disagio giovanile e sport come prevenzione, al ‘Pertini-Montini-Cuoco’ di Campobasso l’evento promosso in collaborazione con l’associazione Alesia 2007

La scuola, quale agenzia formativa d’eccellenza, è chiamata a rispondere in maniera adeguata alle nuove sfide poste dagli adolescenti. Ragazzi alle prese con il momento più complesso della loro esistenza, reso ancora più difficile negli ultimi tempi da una pandemia che ha solo complicato questo delicato passaggio verso la vita adulta. Il disagio giovanile pone problematiche nuove, diverse, che trovano spesso gli adulti sorpresi ed impreparati.

Gli adolescenti devono però sapere che possono contare su persone competenti che con ascolto empatico e non giudicante possono sostenerli nei momenti di difficoltà. E la scuola deve rivestire un ruolo importante in questo percorso che può risultare rischioso. Lo sport, in particolare, può rivelarsi strumento di prevenzione del disagio.

E’ quanto emerso da un interessantissimo incontro tenutosi questa mattina che l’associazione Alesia 2007 ha organizzato a Campobasso con l’Istituto di Istruzione Superiore ‘Pertini-Montini- Cuoco’ del capoluogo.

L’appuntamento ‘Voce del verbo ascoltare: echi di primavere’, occasione di riflessione e crescita, nella palestra della scuola guidata dal dirigente Umberto Di Lallo, un centro sportivo tra i più attivi della regione.

L’associazione onlus nasce sull’onda di una tragedia vissuta da due genitori adottivi (oggi presidente e vicepresidente della stessa) che vedono la figlia quindicenne, Alesia appunto, togliersi la vita nel fiore degli anni. Lo scopo iniziale, in sinergia con esperti del settore, è quello di prevenire atti autolesivi gravi per poi direzionarsi verso la prevenzione ad ampio spettro delle varie tipologie di disagio giovanile. Promuove incontri nelle scuole, eventi di formazione, momenti di informazione, convegni, appuntamenti con professionisti. Alesia 2007 è presente anche a Campobasso, con una sede operativa in via Cirese, 1. Referente è Rossella Corallo 339.8627130.

Tra i fenomeni accentuati dalla pandemia gli attacchi al corpo, ha raccontato Claudio Calcinai, vicepresidente della Onlus. Non solo tatuaggi e piercing ma anche condotte alimentari che portano a bulimia o anoressia e poi il ritiro dalla socialità.

Il corpo visto come elemento di disturbo perché brutto e inadeguato, un corpo di cui vergognarsi, da buttare fuori dal contesto reale che dà vita al fenomeno degli Hikikomori (dal giapponese “mettersi da parte”), ragazzi per lo più adolescenti che si chiudono in camera per anni e rifiutano qualsiasi tipo di contatto esterno e di vita sociale evitando dialogo o confronto.

Giovani che vorrebbero sparire, annientandosi insieme alla loro vergogna. Atteggiamenti allarmanti che possono sfociare in tentativi di suicidio.

“Il messaggio che vogliamo lanciare è che gli studenti recepiscano che ci sono adulti competenti pronti ad accogliere la loro parola, che non va mai forzata, e con i quali interagire con fiducia consapevoli che saranno ascoltati con attenzione ed empatia. Adulti di riferimento che devono essere formati ed informati per trovarsi preparati ad ascoltare – ha spiegato nel suo appassionato intervento la presidente di Alesia 2007 Anna Corallo – La parola è fondamentale per evitare atti di abbandono a se stessi e di attacco agli altri. Comportamenti devianti che possono essere prevenuti. Parola e formazione sono fondamentali. Siamo tutti in cammino per acquisire consapevolezze e conoscenze per poter meglio adoperarci. Agli adulti dico di avere consapevolezza, invitandoli ad essere formati ed informati per pacificarsi con i mille dubbi, le incertezze, le domande che li assalgono”.

“Alla scuola è richiesto un cambiamento a 360 gradi perché educare deve comportare la capacità di attrarre e suscitare interesse, deve farsi carico di una nuova conoscenza che passa per l’educazione ai sentimenti e alle emozioni. Puntiamo molto sull’educazione alla bellezza, portatrice di un valore educativo incredibile”, ha dichiarato il vicepresidente Calcinai.

Un invito ai docenti: “I ragazzi non sono vasi vuoti da riempire ma mondi da scoprire, libri da leggere in tutte le declinazioni. E’ necessario trasmettere sapere con passione facendosi condurre da ciò che il discente chiede, ed essere costantemente in ascolto per aprire a spiragli di luce e speranza” ha concluso la presidente Corallo.

Sull’importanza dell’empatia e della socialità si è soffermata anche Maria Luisa Forte: “Il disagio amplifica i problemi. Ma tornare a guardarsi negli occhi e ritrovare spazi di incontro e confronto aiuta ad essere solidali ed incoraggia il vostro percorso di vita”, ha detto la dirigente dell’Ambito III di Campobasso dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Molise.

“La nostra scuola ritiene che lo sport sia lo strumento più efficace per prevenire il disagio e promuovere la crescita educativa di ogni alunno. Non è un caso che il nostro centro sportivo abbia inaugurato la prima squadra di baskin del Molise. Proponiamo attività rivolte a tutti gli alunni, qualsiasi diversità è protagonista. Abbiamo promosso questo momento di riflessione nella nostra palestra, simbolo della rinascita e luogo dal quale nascono spunti per nuovi progetti e stimolanti attività future” ha affermato Umberto Anzini, responsabile del Centro Sportivo dell’Istituto.

A fare gli onori di casa il dirigente Di Lallo. Musica e danza hanno intervallato gli interventi degli esperti.

Domattina l’incontro sarà replicato all’Ipia Montini. Un nuovo momento di confronto alla presenza di centinaia di studenti.

Redazione

CBlive

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