Cultura

Gestione del patrimonio culturale in Molise, un bando pieno di ombre per il M5S che denuncia mancata meritocrazia e tacito silenzio

MIBAC

MARIA CRISTINA GIOVANNITTI

Alea iacta est’, il dado è tratto. Cosi si conclude la denuncia del Movimento 5 Stelle Molise che punta il dito contro l’oscuro “Bando per la concessione di spazi entro siti, istituti e luoghi della cultura ovvero per la gestione dei siti più importanti della regione, nello specifico del Comprensorio: di Isernia, di Venafro, di Sepino, di Campobasso e di Larino.

Non c’è più nulla da fare, sembrerebbe, per una Soprintendenza che il 15 ottobre 2014 ha pubblicato il bando e lo chiude il  5 novembre con dei requisiti d’accesso così ristretti da limitare tanto la partecipazione. Infatti era rivolto solo ad associazioni con sede in Molise, nate prima del 30 settembre con il 90% dei soci con meno di 40 anni, con il 60% dei soci con dottorato o scuola di specializzazione e con precendenti collaborazione con la Soprintendenza.

 Non solo, il M5S evidenzia come il bando sia stato in circolazione per soli 20 giorni senza essere in realtà pubblicizzato, poiché non c’è stato nessun comunicato agli organi di stampa per promuoverlo. Quasi una sorta di tacito silenzio per evitare, magari, che troppi potessero accedervi secondo i grillini.  

A livello economico il Movimento 5 Stelle evidenzia un altro paradosso: “Il valore della concessione è di 3.400 euro annui. In pratica la Soprintendenza spiega nel bando che durante l’anno tutti i beni culturali sopra menzionati fruttano allo casse statali poco più di 17 mila euro, pertanto ne viene data la concessione per un costo pari al 20% quindi 3.400 euro, per farvi capire la proporzione, due stanze del Castello Pandone costeranno, all’aggiudicatario del bando, meno di un alloggio popolare

A scatenare l’indignazione totale dei pentastellati non è solo l’evidente incapacità del Mibact Molise di gestire i siti di interesse culturale ma soprattutto tutte le ombre di un bando che, a spulciarlo ben, bene non prevede nessuna revoca o qualsiasi penale qualora l’associazione privata che ha ricevuto monopolicamente la  gestione, compia qualche errore.

La preoccupazione del M5S è questa continua volontà della Soprindenza di fare scelte poco democratiche e con poco interesse alla meritocrazia visto che, già in passato, unico canale operativo  era già stato uno spin-off universitario, G.A.I.A. s.r.l., soppiantata da poco da una associazione di promozione sociale Me.Mo. Cantieri Culturali con sede operativa in via Chiarizia 14, proprio nella stessa sede della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise.

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