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Bojano, ‘Quer pasticciaccio brutto’ di Palazzo San Francesco. Il dipendente Robusto fa ricorso ma il consigliere Spina “non ci vede chiaro”

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MARIA CRISTINA GIOVANNITTI

A Palazzo San Francesco, a Bojano, c’è davvero un ‘pasticciaccio brutto’ fatto di dubbi, su cui si cerca di far chiarezza. La storia parte da una serie di incarichi pubblici che sarebbero stati assegnati senza un legittimo concorso. Tra questi, c’è anche il contratto a tempo determinato dell’architetto Vincenzo Rosa Robusto, in qualità di responsabile del Terzo Settore Urbanistico. Nonostante il blocco imposto alle casse dell’ente dal Patto di Stabilità, arriva comunque il contratto per il professionista.

In ogni caso il dipendente comunale – lasciando di stucco in molti – decide di fare ricorso all’amministrazione di Antonio Silvestri, ricorrendo alla Sezione Lavoro del Tribunale di Campobasso. In risposta, il Comune di Bojano si costituisce in giudizio, affidandosi al legale Izzi e detraendo le spese di 4.750 euro dal bilancio 2015, così come si legge nella delibera numero 1/2015 di Giunta.

Premessa la poca chiarezza del caso, ad avanzare i primi interrogativi è proprio il consigliere comunale Virgilio Spina. La prima perplessità riguarda la figura del dottor Alfonso La Banca che, come si evince dalla delibera, partecipa in qualità di “vicesegretario con funzioni consultive, referenti e di assistenza”, lo stesso che dal dicembre 2011 è andato in pensione e che, quindi, non potrebbe avere rapporti di collaborazione con l’ente, eppure presiede in seduta di Giunta.

Altro punto su cui il consigliere Spina chiede chiarimenti è il motivo per cui il Comune si sia costituito in giudizio soltanto dopo un anno dal ricorso. Ma la cosa che meno convince Virgilio Spina è il cambio di rotta nel rapporto Robusto-Silvestri: era il 2012 quando, con la delibera di Giunta numero 115, l’amministrazione Silvestri si rivolgeva all’esperto professor Papadia per ottenere un parere ‘pro veritate’, in merito allaeventuale stabilizzazione del dipendente presso la struttura dell’ente.

Una sorta di escamotage per rendere ‘indeterminato’ il ruolo acquisito dall’architetto – specifica Spina  “senza un concorso pubblico”.  Ora la frattura tra il Comune di Bojano e l’architetto Robusto, a causa del ricorso proposto lascia non poche perplessità.

Il consigliere Spina, che sente puzza di bruciato, afferma: “Non so perché ma qualcosa mi dice che devo tornare assolutamente sull’argomento”.

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