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Le Provinciali infuocano Palazzo San Giorgio. Battista conta i suoi: sullo sfondo l’azzeramento della Giunta

A quali logiche risponderanno gli inquilini di Palazzo San Giorgio quando il 31 ottobre saranno chiamati ad eleggere i nuovi rappresentanti dell’Assise provinciale? Difficile dirlo prima, certamente più facile sarà fare la conta delle preferenze espresse che, in fondo, non saranno per nulla segrete.

Il voto dei consiglieri comunali alla Provincia sarà ponderato e avrà un peso specifico per ogni Comune di riferimento.

Accadrà così che il ruolo di amministratori di comuni come Campobasso e Termoli (con un valore pari a 603 voti ndr), influirà di più di quello espresso da amministratori di comuni più piccoli.

In un simile sistema, dai risultati ottenuti, facile capire “chi sta con chi”, anche alla luce di come i nomi e i cognomi presenti sulle tre liste in corsa per la tornata elettorale di Palazzo Magno abbiano ‘sponsor’ ben precisi.

E proprio su questo punto si starebbe giocando la partita il centrosinistra, presente nella competizione elettorale di fine mese con un’unica lista.

Un monito, quello lanciato dal primo cittadino e attuale presidente della Provincia, Antonio Battista, in carica per altri due anni a Palazzo Magno, che potrebbe avere risvolti anche sugli assetti di Palazzo San Giorgio.  Almeno questo arriva dai rumors di palazzo.

Che il modello di cinque anni fa, riconfermato alle scorse regionali, si stia concretizzando anche in vista delle amministrative del prossimo anno, non è affatto un mistero.

Nell’aula dell’Assise comunale in molti sono quelli che sono pronti a salire sul carro dei vincitori e varare verso il centrodestra, nonostante l’attuale appartenenza politica a Palazzo San Giorgio li voglia ancora in una maggioranza di centrosinistra.

Caso più eclatante quello del consigliere Pietro Montanaro che ha firmato per la presentazione della lista che in Provincia è espressione delle forze politiche della giunta Toma. Proprio questo è stato il motivo di un acceso scontro durante la riunione della Commissione Bilancio tra gli esponenti del centrosinistra e lo stesso Montanaro, avvenuta oggi, venerdì 12 ottobre.

A scagliarsi contro Montanaro il consigliere e presidente della Commissione Urbanistica, Lello Bucci, mentre i consiglieri Maroncelli (maggioranza) e Di Bartolomeo (minoranza) hanno invitato Montanaro a dichiarare chiusa la seduta della Commissione, così come a dimettersi dal ruolo di presidente una volta chiarita la sua appartenenza al centrodestra.

Tuttavia, Montanaro non rappresenterebbe certo un caso isolato del Consiglio comunale, dove alcuni rappresentanti della Giunta sono già con più di un piede dall’altra parte. Come ad esempio lo stesso assessore al Bilancio, Sabusco, confluito nel gruppo dell’assessore regionale, Vincenzo Niro.

Ad abbandonare il centrosinistra anche il consigliere Sabino Iafigliola, per molti vicino all’attuale presidente del Consiglio regionale, Salvatore Micone. Ma a tornare sui propri passi potrebbe essere anche l’assessore Stefano Ramundo, vicino sia al sottosegretario Quintino Pallante sia all’assessore Niro.

Il sentiero tracciato da quest’ultimi, non sarebbe che una strada che molti altri sono già pronti a percorrere: proprio al pari di quanto avvenne nel 2014, con un nutrito centrosinistra capeggiato da Battista che imbarcò molti dei fedelissimi dell’ex sindaco Di Bartolomeo.

Tuttavia, con equilibri così precari e volubili, proprio l’attuale primo cittadino potrebbe essere disposto a giocarsi una partita differente e provare quantomeno a intralciare il cammino ai transfughi.

Come? Con la conta dei suoi alle prossime provinciali, il cui esito potrebbe di fatto aprire un nuovo scenario a Palazzo San Giorgio: l’azzeramento della Giunta.

Ciò comporterebbe la promozione di almeno quattro consiglieri ad assessori e il subentro, tra i banchi del Consiglio comunale, di altrettanti neo-consiglieri, che aumenterebbero la base su cui potrebbe poggiare la maggioranza di Battista fino al prossimo mese di maggio.

Accadrà? Se la risposta a questa domanda rientra ora nel campo delle probabilità, l’unica certezza del momento resta chi, tra i fedeli al PD, già scalpita per riuscire ad occupare, per gli ultimi mesi della legislatura, l’ambito ruolo di assessore.

FABIANA ABBAZIA

redazione

CBlive

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