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Sui concorsi della Regione una nuova spada di Damocle: “cortocircuito istituzionale” nella procedura per adottare il Piano delle Azioni Positive

Fanelli: "Una toppa peggiore del buco"

La questione della mancata adozione da parte della Regione Molise del Piano delle azioni positive, il cosiddetto Pap, era stata sollevata dalla capogruppo Pd in Consiglio regionale, Micaela Fanelli. Era il 4 dicembre 2019 e sulla questione l’esponente di Palazzo D’Aimmo aveva presentato un’interrogazione urgente.

Proprio la mancata adozione del Piano delle azioni positive andava ad inficiare i concorsi della Regione.L’ennesimo scoglio, il più grave ed insormontabile”,spiegava la Fanelli nel giorno del ventennale della morte di Nilde Iotti.

ll PAP è, infatti, il documento programmatico mirato ad introdurre azioni positive all’interno del contesto organizzativo e di lavoro che chiarisce gli obiettivi, i tempi, i risultati attesi e le risorse disponibili per realizzare progetti mirati alla promozione delle pari opportunità fra uomini e donne che lavorano all’interno dell’ente.

Si tratta di un obbligo di legge necessario per non incorrere nella sanzione prevista per i soggetti inadempienti dal Decreto Legislativo numero 165 del 2001 che dispone il blocco dell’assunzione di nuovo personale.

All’ammonimento della consigliera regionale il Governo regionale ha però cercato di rimediare.

“Ma la toppa è stata peggio del buco”, commenta ora l’esponente dem che parla di un errore amministrativo che ha visto la Giunta volersi dotare di un Piano che, invece, di essere presentato dal Comitato Unico di Garanzia, così come previsto dalla legge, è stato avanzato dalla stessa struttura regionale.

“Tardivamente, infatti, – fa sapere la Fanelli – Toma, la Giunta e gli uffici competenti hanno attivato una procedura sbagliata, preadottando una proposta di piano proveniente dalla struttura regionale e non dal Comitato Unico di Garanzia, così generando non solo un palese errore amministrativo, ma anche un corto circuito istituzionale, sollevato dalla consigliera di Parità Pina Cennamo, dai sindacati e da una componente del Comitato”.

“Ergo, – prosegue la capogruppo PD sui concorsi, una nuova spada di Damocle che si aggiunge alla collezione di errori già ampiamente accumulati e che forse potevano essere superati, se i nostri suggerimenti fossero stati ascoltati per tempo. E solo i cittadini pagano le conseguenze di questi sbagli amministrativi, che potrebbero essere evitati prestando ascolto ai consiglieri regionali delle minoranze, ai sindacati, alle associazioni di categoria”.

Redazione

CBlive

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