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Salvini apre all’accordo Lega – Movimento 5 Stelle per le Regionali in Abruzzo. Intesa possibile anche a Campobasso nel 2019?

Potrebbe accadere in Molise, subito dopo l’Abruzzo qualora l’esperimento si concretizzasse. Replicando l’esempio del Governo nazionale si aprono spiragli per l’accordo Lega – Movimento Cinque Stelle: per le Regionali dell’Abruzzo e, forse, anche per le amministrative del Molise.

La vicina regione adriatica, dove il suo governatore è approdato in Senato, sembra essere pronta per il rinnovo del Consiglio regionale, anche se al momento non c’è ancora nessuna data certa. A novembre o nella prossima primavera ancora non è dato saperlo.

Ciò nonostante le dichiarazioni del leader della Lega, Matteo Salvini, fanno risultare congruo il pensiero che, proprio quella stessa alleanza di Governo, che molti hanno definito “bizzarra”, possa essere riproposta in una nuova ‘salsa’. Se una maggiore apertura arriva dalla Lega, al momento scettici restano i Cinque Stelle, in un panorama politico che diventa sempre più confuso e convulso.

Di qualche ora fa sono, infatti, le dichiarazioni del ministro dell’interno, Matteo Salvini in visita a Silvi Marina. “Non escludo l’accordo con i 5 Stelle alle regionali d’Abruzzo”, dice il leader della Lega che, subito dopo aggiunge: “Non abbiamo preclusioni sul nome del prossimo governatore. Stiamo già lavorando al programma, e abbiamo l’obiettivo di portare la Lega a essere il primo partito”.

Una strada, quella aperta da Salvini, che forse potrebbe spalancarsi anche in Molise, dove nel 2019 sia Campobasso che Termoli saranno chiamate al voto.

“Impossibile”, dicono i più scettici. “Per nulla improbabile”, dice da tempo più di qualcuno che si aggira nelle stanze dei bottoni locali e che, guarda con particolare attenzione alle risposte che il nuovo Governo sarà in grado di dare agli italiani, proprio in questo arco di tempo antecedente alla nuova chiamata alle urne. Ma se l’intesa si potrebbe trovare sul programma, più difficile in centri come Campobasso potrebbe essere una convergenza sui nomi.

Qualcuno, però, anche su questi avanza già le prime ipotesi. Bisbigli laconici che arrivano come un’eco tra tutto il frastuono di una politica dove i primi nomi a fuoriuscire dal cilindro, si sa, rischiano di essere definitivamente “bruciati”.

Perciò al momento, meglio parlare sottovoce, magari con il rumore delle onde del mare, capace di coprire quei mormorii che a settembre, forse, potrebbero avere un po’ più di voce.

fabyabb

redazione

CBlive

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