Riforme e legge elettorale: il Senatore Dario Parrini (PD) a Termoli per un confronto con i consiglieri regionali

Il prossimo 19 giugno insieme ai colleghi consiglieri regionali del PD Molise, apriremo una riflessione sui progetti di ingegneria costituzionale ed elettorale della maggioranza di governo, ribattezzati nel dibattito nazionale con l’appellativo critico di “Stabilicum”. L’obiettivo dell’incontro, che si terrà presso il Cala Sveva a Termoli a partire dalle ore 17:30, è approfondire l’impatto di queste misure sul territorio locale. Serve capire cosa accadrà concretamente per il Molise: è necessario far luce sulle ragioni di incostituzionalità legate all’indicazione del premier, analizzare i dubbi sullo sbarramento e valutare la percorribilità del voto di preferenza, osteggiato da una parte del centrodestra.
I lavori si apriranno con i saluti di Pino Puchetti, Presidente della Provincia di Campobasso e Sindaco di Larino, a cui seguirà l’introduzione di Alberto Mastrangelo, esperto di sistemi elettorali, che stimolerà il confronto sui rischi di distorsione democratica delle proposte di legge attualmente all’esame della Commissione Affari Costituzionali. Il cuore dell’evento sarà il dibattito con l’ospite d’onore della serata: il Senatore Dario Parrini, attuale Vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali a Palazzo Madama e già Presidente della stessa nella scorsa legislatura. Riconosciuto come una delle voci più autorevoli del centrosinistra sui temi costituzionali e strenuo difensore del parlamentarismo, Parrini si confronterà direttamente con i consiglieri del Gruppo: Alessandra Salvatore, Vittorino Facciolla e la sottoscritta.
Il cosiddetto Stabilicum rappresenta la degenerazione del concetto di stabilità: una “stabilità di palazzo” ottenuta tramite premi abnormi che calpestano il voto dei cittadini. Insieme al Senatore Parrini e ai colleghi del gruppo consiliare ribadiremo il nostro fermo “No” a questo modello. Rilanceremo le nostre proposte per un sistema che non serva unicamente a migliorare le possibilità di vittoria elettorale, ma che garantisca assieme rappresentanza e governabilità nel rispetto della Costituzione.
















