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Provinciali: Campobasso come via Berta? Centrodestra verso la scissione. I 5 Stelle battono la ritirata sullo sfondo dell’inciucio

Il termine per la presentazione delle liste scade tra 7 giorni e, quanto accaduto in casa del centrodestra a Isernia potrebbe replicarsi anche per la Provincia di Campobasso. Alle 12 di mercoledì 14 agosto il gong finale per la presentazione delle liste. Ma quali saranno i nomi dei candidati presidenti che arriveranno sul tavolo dell’Ente di via Roma?

Al momento difficile dire se, così come accaduto a Isernia, la coalizione alla guida della Regione possa arrivare di nuovo spaccata. Ma la probabilità è alta, anche e soprattutto in virtù di quanto avvenuto nel capoluogo pentro. Qui in corsa ci sono, infatti, due aspiranti presidenti.

Da un lato c’è il primo cittadino di Frosolone, Felice Ianiro, espressione dei centristi che in Regione fanno riferimento all’esponente dei Popolari per l’Italia, l’assessore Vincenzo Niro e al presidente del Consiglio, Salvatore Micone.

Dall’altro il sindaco di Venafro, Alfredo Ricci, sostenuto da quell’ala che fa riferimento al consigliere regionale ed ex governatore, Michele Iorio e da una parte di Forza Italia e di uomini di scuderia dell’eurodeputato Aldo Patriciello.

Con un centrosinistra non pervenuto nell’Ente di via Berta, la partita tutta interna al centrodestra servirà a pesare le forze politiche presenti a Palazzo D’Aimmo, già in fermento per una remota possibilità di elezioni politiche anticipate.

In definitiva, anche a Palazzo Magno, seppur con la presenza, all’interno della partita, del centrosinistra, la competizione potrebbe essere giocata esclusivamente dagli avversari che, dalla loro, hanno già un consesso composto da consiglieri di centrodestra.

Qui, la parte che fa riferimento a Iorio potrebbe decidere di puntare sul sindaco di Campochiaro, Simona Valente, moglie del compianto primo cittadino Antonio Carlone che, nel 2016, proprio per la presidenza dell’ente di via Roma sfidò Antonio Battista.

L’ala, invece, riconducibile a Niro e Micone potrebbe fare sponda sul giovane e da poco riconfermato sindaco di Petrella Tifernina, Alessandro Amoroso.

Resta da capire, tuttavia, il ruolo del primo cittadino di Termoli, Francesco Roberti che ancora non scioglie le riserve ma che rumors vorrebbero già in corsa per la presidenza, ovviamente sponsorizzato dagli stessi rappresentanti del centrodestra che, per imporre il suo nome sul tavolo alle amministrative, hanno deciso di sacrificare la vittoria  nel capoluogo di regione.

La partita del centrodestra sarebbe poi resa ancora più facile da un Movimento Cinque Stelle e da un neo eletto sindaco di Campobasso che ha tirato i remi in barca, decidendo di non correre per lo scranno più alto della Provincia di Campobasso.

Astenuti dal voto, a questo punto, dovrebbero essere i consiglieri di maggioranza di Palazzo San Giorgio. Forti di singole preferenze che, per il voto ponderato valgono qualcosa in più di 600 voti, i pentastellati potrebbero fare la differenza. Ecco perché sia centrodestra che centrosinistra sono interessati ad aprire un dialogo proprio con i 5S di Palazzo San Giorgio che, però, sembrano chiudere proprio al PD.

Il motivo? Stoppare quelle voci di ‘inciucio’ che hanno infiammato e “infamato” il voto per il ballottaggio del 9 giugno scorso.

Resta però da chiedersi: e se l’inciucio, questa volta, spostasse traiettoria?

Redazione

CBlive

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