Politica

Quando il privilegio è più forte dell’autofinanziamento: la giunta Toma si regala 6 iPad per oltre 2mila euro. Manzo(M5S) insorge: “A pagarli saranno i molisani”

È datata 2 luglio 2018 la determinazione dirigenziale numero 3095 con la quale Ia Regione Molise (Servizi autonomi della Presidenza della Giunta regionale) ha stabilito l’impegno di spesa per l’acquisto di 6 iPad per la Giunta del presidente Donato Toma.

Cinque per gli assessori uno per il numero uno del Molise: il tutto per un budget di 2.153,98 euro. È questa, infatti, la cifra di denaro pubblico che sarà impiegata per rendere più ‘tecnologici’ gli amministratori di via Genova. Si tratta di strumenti di cui gli esponenti dell’esecutivo disporranno “per le rispettive attività istituzionali”, così come recita la determina.

A fornire i tablet sarà la  SHS Soluzioni Hardware e Software S.r.l.s. di via Garibaldi a Campobasso.

In realtà, la disposizione siglata dal direttore Vacca ha già sollevato le prime polemiche tra le minoranze. A insorgere contro il provvedimento è stata la consigliera del Movimento Cinque Stelle, Patrizia Manzo, con un post su Facebook.

“Mi viene da pensare che, – ha scritto la pentastellata di via IV Novembre – quando si tratta di costi della politica, il lupo perde il pelo ma non il privilegio”. A pagare gli oltre duemila euro saranno, infatti, i cittadini molisani, “come se – ragiona ancora la Manzo – 12 mila euro lordi al mese, di cui ‘solo 4 mila e 500 euro per il rimborso spese dell’esercizio del mandato, non siano sufficienti a sostenere il costo di un I-Pad”.

In fondo come darle torto. Nonostante si tratti di acquisti del tutto regolari, due conti vien pure da farseli ai tanti cittadini ed elettori troppo spesso alle prese con il lavoro che manca e le scadenze che, ogni mese, abbondano, invece, con puntualità.

Calcolatrice alla mano, dividendo la cifra complessiva per il numero degli iPad, il costo sostenuto per ogni esponente della Giunta sarebbe stato di soli 359 euro. Una somma quest’ultima, per la quale la classe dirigente, pur per rendere più agevoli le “rispettive attività istituzionali”, avrebbe forse potuto tranquillamente mettere mano al proprio portafogli.

f.a

redazione

CBlive

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