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Sanità, il centrodestra di Palazzo Moffa avvisa Frattura: “Lavoriamo insieme, con lealtà, per risolvere i problemi. In Consiglio no a emendamenti notturni. Noi siamo per l’Azienda Unica Ospedaliera”

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Gli esponenti di centrodestra durante la conferenza stampa a Palazzo Moffa

GIUSEPPE FORMATO

Il centrodestra di Palazzo Moffa torna all’attacco sulla sanità, rispondendo al Governatore Frattura, che due giorni prima aveva presentato la nuova proposta di legge che cancellerà l’Asrem per istituire due nuove aziende, quella Ospedaliera e la Sanitaria Territoriale.

L’ex numero uno di Palazzo Vitale, Michele Iorio, era accompagnato dai fedelissimi Fusco Perrella, Cavaliere e Sabusco. “Il settore dove è possibile essere virtuosi è la sanità – ha esordito l’ex Governatore –. Come? Non dando i servizi. La logica conseguenza è il risparmio, a costo di avere le sale operatorie chiuse, le liste d’attesa che si allungano e il personale sottodimensionato. Il nuovo sistema sanitario, ospedaliero e territoriale, può essere ridondante per le strutture di Larino e Venafro, oltreché per il ‘Caracciolo’ di Agnone, quale ospedale di montagna, che merita comunque un discorso particolare – avverte Iorio. Al di là delle riconversioni, il fondo sanitario regionale del Molise è sottostimato. Servirebbero 20 milioni di euro in più, al fine di garantire i servizi. Il problema della nostra regione è sempre lo stesso: il costo aumenta rispetto alla gestione. Se il Pronto Soccorso di un ospedale di Roma serve 300mila abitanti, quello di Isernia allo stesso costo ha un bacino d’utenza di meno di centomila persone. Noi riteniamo che in materia sanitaria il Consiglio regionale debba esprimersi con legge, pure se col Patto della Salute le regioni cedettero parte della potestà legislativa allo Stato. La potestà legislativa delle Regioni, sostanzialmente, viene meno solo con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, qualora la norma regionale non rispetti, a livello finanziario, i fondi stanziati”.

Sulla proposta di legge che ha presentato il Governatore Frattura due giorni prima, Iorio prosegue: “Si è scelta la strada di sostituire l’Asrem con due aziende. Le perplessità restano perché già dieci anni fa riunimmo sotto un’unica Asl le quattro aziende sanitarie regionali. A distanza di un decennio, per tanti motivi, l’unificazione reale ancora non è completa. A prescindere da tutto, noi fisseremo dei paletti in aula: i tre ospedali principali, il ‘Cardarelli’ di Campobasso, il ‘San Timoteo’ di Termoli e il ‘Veneziale’ di Isernia dovranno essere presidi ospedalieri e non stabilimenti. Il nosocomio del capoluogo, inoltre, dovrà essere un Lea di Secondo Livello, di primo quelli di Larino e Termoli”.

Iorio si è soffermato anche sulla liquidazione dell’Asrem, spiegando: “Può essere una buona soluzione, anche se il problema del disavanzo, la differenza della spesa rispetto a quanto è stato erogato, resta, perché è cumulabile. Frattura dice sempre che ha ereditato un disavanzo milionario, ma anche lui, col passare degli anni, finirà con l’accumulare sempre più debiti. Sulle cifre – ha proseguito Iorio – ribadisco che vanno accertate, perché spesso in merito alle stesse si parla a sproposito. E non si contano i debiti in contenzioso, che sono calcolati al 100% come debiti. La Regione Molise vanta 100 milioni di euro dalla Cattolica, la cui mancata riscossione è calcolata interamente nel disavanzo, così come non vengono conteggiate le cifre del fondo premiale, che non viene erogato alle Regioni in deficit, ma la cui somma sarà recuperata quando il disavanzo sarà annullato. Parliamo, potenzialmente, di altri 70-80 milioni di euro. Io credo che si potrebbe arrivare a un disavanzo aggredibile da parte della Regione Molise, a patto che si vada a trattare col Governo e non sui tavoli tecnici”.

Il centrodestra di Palazzo Moffa, inoltre, ricorda quanto era stato proposto durante il Governo Iorio: “Noi già anni fa abbiamo parlato di riconversione di Larino e Venafro e di Agnone quale ospedale d’area disagiata, ma il progetto ci fu bocciato. Sbaglia Frattura quando parla di discontinuità rispetto al passato, perché l’unica linea di demarcazione di cui il presidente può parlare è tra oggi e i suoi due precedenti anni di governo”.

Sulla legge di riorganizzazione sanitariaha concluso Iorioil centrodestra avvisa Frattura. Saremo disposti a collaborare, a patto che la maggioranza non faccia come nelle ultime occasioni, che con gli emendamenti notturni ha stravolto quanto avevamo concordato. Abbiamo dimostrato responsabilità nel risolvere i problemi reali, ma il nostro interlocutore dovrà mostrarsi maggiormente responsabile. Sul riordino sanitario – lancia l’avvertimento l’ex Governatoreil nostro diktat sarà quello di basare il tutto sull’Azienda Unica Ospedaliera e non su tre presidi ospedalieri. E nella legge dovrà essere previsto per iscritto la possibilità di avvalersi dei privati Neuromed e Fondazione Giovanni Paolo II, la prima struttura per la neurochirurgia, la seconda per la cardiochirurgia e la radioterapia. Occorre stabilirlo con certezza, altrimenti si rischia l’applicazione del Decreto Balduzzi, che non ci concederà queste specializzazioni per la mancanza dell’utenza minima di 600mila abitanti”.

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