Politica

L’Ulivo 2.0 diserta l’invito della Fanelli che cerca l’unità. Nessuno strappo tra il PD e Rialzati Molise

L'assemblea regionale del Partito Democratico

Gli scissionisti del Partito Democratico, così come da previsioni, hanno disertato il tavolo del PD convocato in via Ferrari, da dove il commento non si è fatto attendere.

L’appello dell’ex premier Renzi rivolto ad Articolo1-MdP era stato raccolto dalla segreteria regionale, a poche ore dalle dichiarazioni su quella “pagina bianca da scrivere insieme”. E proprio da via Ferrari in relazione all’invito al tavolo del centrosinistra esteso ai rappresentanti dell’Ulivo 2.0 si fa riferimento “all’illuminante appello all’unità di Veltroni”, così come la decisione “di affidare a Piero Fassino la missione di ricucire le incomprensioni e porre la prima pietra per la costruzione di una nuova alleanza di centrosinistra”.

Un’apertura che, una volta riportata su base locale, ha incontrato il veto di Ruta e Leva, mentre proprio alcuni nomi in lizza per la coalizione degli scissionisti avevano aperto a un possibile confronto.

Si tratta in modo particolare di Carmine Trematerra, Nicola Macoretta e Michele Durante, a cui da via Ferrari arrivano i pubblici ringraziamenti “per questo tentativo di riannodare le fila per l’intero centrosinistra”.

L’invito al tavolo, ci tengono a specificare dalla segreteria regionale era stato fatto “senza preclusioni, né sui nomi, né sul programma elettorale, che per il Pd resta una pagina bianca da scrivere insieme agli alleati e i cittadini”.

“Marcello Miniscalco e Luigi D’Orsi si sono detti d’accordo, anche a discutere di lavoro e sanità”, precisano dal Pd, da dove è trapelato che non c’è nessuno strappo con Rialzati Molise, che fece da traino per la vittoria del centrosinistra alle scorse regionali.

La conclusione che arriva dal centro storico di Campobasso è allora quella che “le accelerate condizioni di una divisione proprio quando i mediatori erano al lavoro sia avvenuta perché la minoranza stessa non vuole l’unità. Senza escludere che alla base del ragionamento ci possa essere la divisione come mezzo “per far aumentare i seggi a disposizione di MDP”.

“E di questo – dicono i renziani, per i quali D’Alema starebbe lavorando per distruggere tutto – si assumeranno tutte le responsabilità. Perché non si possono dettare condizioni a distanza, senza nemmeno sedersi l’uno di fronte agli altri, rifiutare il dialogo e alla fine invocare anche l’unità del centrosinistra. Così facendo, non solo si rischia davvero di consegnare la Regione e l’Italia alle destre, ma peggio ancora l’Europa agli xenofobi e ai populisti”.

Ma d’altra parte, “lavoriamo per ricostruire un centrosinistra unito e credibile agli occhi di un elettorato che ha sempre premiato l’unità e mai le divisioni. Sosteniamo la ripresa di occupazione e investimenti, appena iniziata. Aiutiamo chi perde il lavoro, garantiamo servizi agli ultimi e tutela dei diritti per tutti. Battiamoci per la realizzazione del parco del Matese, l’efficacia della Zes e il rilancio delle attività produttive, perchè – concludono dalla sede dal partito – sono questi gli argomenti veri, concreti, che il Pd, sin da questa estate, sta portando sul territorio, ascoltando la gente, raccogliendo proposte, costruendo insieme alle persone di buona volontà il nostro destino”.

Redazione

CBlive

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