Politica

La notizia del bonus dei 600 euro percepito da Gravina arriva a livello nazionale. Valente: “Gravina paga la politica della rabbia dei 5 Stelle”

La notizia del bonus di 600 euro percepito dal sindaco di Campobasso, Roberto Gravina, il quale gode di una indennità di funzione che si aggira sui 3.500 euro netti, è stata ripresa dai principali network nazionali. Nessuna norma violata, se non quella morale e del buonsenso, che tanto spinge gli attivisti del Movimento 5 Stelle. A render ancora più fragorosa la notizia, la dichiarazione del primo cittadino del capoluogo molisano di aver devoluto in beneficenza quanto percepito dalla Cassa forense.

In Molise nessuna nota ufficiale da parte della politica cittadina e regionale, se non quella del sindaco di Vinchiaturo, Luigi Valente, anch’egli avvocato, che, nonostante la differenza di indennità di carica, non ha inoltrato la domanda per il bonus.

Valente, presidente di Ali Molise e rappresentante di Azione, il movimento di Carlo Calenda, si rivolge in tono confidenziale al collega Gravina.

“Caro Roberto – scrive Luigi Valente – faccio una lunga premessa prima di dire una cosa molto semplice. Io personalmente non ho mai creduto molto alla rabbia con la quale il Movimento parlava di Casta e di privilegi, non mi sono mai appassionato agli emolumenti dei politici, quanto ai risultati amministrativi che questi ottengono. Il dibattito oggi, sui famosi 600 euro derivano proprio da quelle vostre battaglie, da quella vostra rabbia. Tutto legittimo e tutto giusto. Ma oggi, che ti trovi a dover anticipare una polemica (l’avresti mai raccontata la tua iniziativa di beneficenza se non fosse emerso il caso nazionale?), tocchi con mano quanto il Movimento ha seminato negli anni; per gli amministratori si parla più delle questioni di principio che di sostanza. E anche tu, oggi, rischi di essere giudicato per questo. Io sono amministratore di un comune molto più piccolo di Campobasso, e conseguentemente non percepisco le tue stesse indennità, anche io, come te faccio l’avvocato, e anche io nel periodo del COVID ho fatto (nel mio piccolo) attività di beneficenza, ma non ho mai richiesto l’indennità prevista dall’INPS o, nel nostro caso, dalla Cassa Forense. E questo nonostante non sia del Movimento, nonostante non sia ricco o con un cospicuo conto corrente; ma solo perché ho ritenuto che il mio ruolo pubblico mi imponesse di evitare di farlo, per opportunità e per onore; il mio ruolo pubblico mi ha suggerito che, in un momento di crisi profonda per tanti cittadini, forse dovevo stare in prima linea nell’aiutare gli altri e in ultima nel cogliere i sostegni dello Stato. E’ stato un ragionamento estremamente personale, che di certo non coinvolge colleghi avvocati che contemporaneamente fanno gli amministratori spesso di comunità piccolissime che hanno visto contrarre in maniera significativa il loro lavoro. Questi hanno richiesto legittimamente il contributo, come tu stesso hai fatto altrettanto legittimante; ma le urla insensate del tuo Movimento di qualche hanno fa oggi come risuonerebbero? Non avreste gridato allo scandalo se qualche anno fa fosse stato un altro sindaco al tuo posto a fare lo stesso? Non avreste detto che fare beneficenza privata (anche con possibili riconoscenze di consenso) con soldi che derivano da sostegno pubblico per un sindaco di una città grande era inopportuno? Non è assolutamente mia intenzione giudicare le tue scelte ed il tuo operato, sapendoti anche persona sensibile e corretta – conclude il sindaco di Vinchiaturo ma vorrei che insieme potessimo concordare che nessuno debba mai fregiarsi di possedere una patente di superiorità morale rispetto ad altri e che la buona politica non si realizza con la rabbia, bensì con le buone azioni amministrative”.

Redazione

CBlive

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