Politica

Biomasse, la protesta approda a Campobasso. Mercoledì rabbia e determinazione per il ‘no’ alle centrali sfilano nella sede dei palazzi dei bottoni

biomasse_campochiaroLa protesta per dire ‘no’ alle centrali a biomasse nell’area del Matese approda a Campobasso. È, infatti, prevista per il prossimo mercoledì 22 ottobre, a partire dalle 10 la manifestazione che prenderà il via dal terminal del capoluogo. Nella città sede dei palazzi dei bottoni, è pronta a sfilare la rabbia e la determinazione di chi, ormai da tempo, sostiene la causa presidiando giorno e notte il cantiere della Civitas, la società che ha ottenuto l’autorizzazione dal servizio Energia della Regione Molise per la realizzazione dell’impianto di produzione energetica.

“Una marcia pacifica, ma decisa affinché chi di dovere attui immediati provvedimenti per la revoca delle autorizzazioni delle centrali di Campochiaro e San Polo Matese”.

Il popolo della protesta, in modo particolare, punta il dito contro la politica locale e il governatore Frattura che solo una settimana fa, insieme al senatore del Pd, Roberto Ruta, durante la conferenza stampa convocata in piazza Prefettura, aveva annunciato che il pomeriggio stesso la Giunta avrebbe firmato la sospensione in via cautelare della installazione degli impianti. Documento questo, però mai prodotto in via Genova.

La sensazione degli attivisti, denunciata tra l’altro anche dagli esponenti del Movimento 5 Stelle a palazzo Moffa, Antonio Federico e Patrizia Manzo è, dunque, quella di “un rimando di responsabilità”. Nella scorsa seduta consiliare i pentastellati avevano, difatti, evidenziato come “il governatore dopo aver annunciato di procedere alla sospensione delle autorizzazioni, ha invece presentato in Consiglio un provvedimento con il quale chiede un’ennesima approvazione all’assise regionale su un atto per il quale il Consiglio stesso si era già chiaramente espresso”. Per Federico e Manzo dunque, è stato evidente come Frattura “non abbia voluto assumersi la responsabilità di un’azione forte, tra l’altro demandata per legge proprio al numero uno del Molise”.

Un parere questo condiviso anche dal segretario regionale Uilbac, Emilio Izzo che nella conferenza stampa tenuta ieri, dinanzi ai cancelli della Civitas, non ha mancato un duro attacco nei confronti di Frattura, il quale non revocando le autorizzazioni starebbe cercando in qualche modo di prendere tempo.

Intanto, oltre a portare avanti una battaglia per la tutela e la salvaguardia del territorio e della salute, tra i cittadini contrari, ma anche tra i favorevoli il pensiero va anche al risarcimento che la Regione Molise potrebbe dover pagare alla società. Certamente non un somma irrisoria che ricadrebbe ancora una volta sulle spalle dei molisani.

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