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‘Inchiesta Alta tensione’, Scarabeo si dice estraneo ai fatti: domani risponderà al magistrato. Intanto, la politica è in fermento: c’è la fila davanti alla porta di Frattura per entrare in Giunta. E c’è chi già si prepara per nuove elezioni

L'assessore regionale Massimiliano Scarabeo
L’ex assessore regionale Massimiliano Scarabeo

L’assessore regionale alle Attività Produttive, Massimiliano Scarabeo, insieme al fratello Gabriele, domani, venerdì 26 giugno 2015, sarà ascoltato dal magistrato a Isernia: dovrà spiegare quanto contestatogli dagli inquirenti, la frode fiscale e la truffa ai danni della Regione Molise.

Scarabeo si è già detto estraneo ai fatti dell’inchiesta ‘Alta tensione’, mentre i suoi legali Mariano Prencipe e Danilo Leva, onorevole del Partito Democratico, rivendicano l’ingiustizia della misura cautelare, in quanto l’ormai ex assessore non sarebbe amministratore di fatto e di diritto della società. I due avvocati aspettano il giudizio del Riesame per la revoca della custodia cautelare, motivata dal Gip perché l’”emissione delle fatture false ormai era diventata un sistema” E, dunque, ci sarebbe secondo l’accusa il rischio della reiterazione del reato.

La revoca della misura cautelare, inoltre, permetterebbe a Scarabeo l’inapplicabilità della Legge Severino, che prevede la sospensione per diciotto mesi per i condannati e per coloro che sono colpiti da misure di restrizione della libertà personale. In caso di sospensione, pronto a sedere tra i banchi di Palazzo Moffa è Carlo Veneziale, il primo dei non eletti del Partito Democratico sulla provincia di Isernia e attuale numero uno della Finmolise.

Sette i faldoni, diecimila le pagine di una inchiesta durata più di un anno e complessa per tutti i suoi risvolti.

Intanto, le reazioni politiche non sono mancate: dall’appello del leader della Lega Nord, Matteo Salvini, che ha auspicato il ritorno alle urne, alle accuse mosse dal senatore Di Giacomo, che ha chiesto le dimissioni di Frattura, alla stregua degli esponenti del Movimento 5 Stelle a Palazzo Moffa, Manzo e Federico, passando per le accuse contro la coalizione di centrosinistra mosse dagli ex compagni di coalizione Massimo Romano, ex consigliere regionale e candidato alla carica di Governatore alle ultime elezioni regionali, e Nicolino D’Ascanio, ex Presidente della Provincia di Campobasso.

Il macigno caduto addosso al Presidente della Giunta regionale del Molise, Paolo di Laura Frattura, è di quelli sotto il quale rischi di restarci. Lo sa il Governatore, ne sono consapevoli gli inquilini di Palazzo Moffa, dove martedì mattina, a poche ore dall’arresto di Scarabeo, durante il Consiglio regionale si respirava un’atmosfera di sbigottimento.

Frattura, così, ha preso tempo: quello necessario per riflettere sull’accaduto e per rimettere in senso la coalizione, visto che il necessario rimpasto di Giunta ha iniziato a far muovere, sottobanco, gli esponenti del centrosinistra. Sono in tanti che aspettavano di entrare nell’esecutivo: e l’occasione è arrivata dalla ‘disgrazia’ giudiziaria dell’imprenditore di Venafro.

Il Governatore, per il momento, ha assunto ad interim le deleghe di Scarabeo, ma c’è la fila a Palazzo Vitale per prendere il posto dell’ormai ex esponente dell’esecutivo. Ci sono le ‘quote rosa’ Micaela Fanelli e Nunzia Lattanzio, c’è Vincenzo Cotugno, il quale è diviso tra l’assessorato e la presidenza del Consiglio, ci sono gli esponenti della sinistra più estrema della coalizione ad ambire al posto di Scarabeo. Così come ci sono anche esponenti della società civile, pronti a subentrare nella Giunta Frattura. Il Governatore potrebbe approfittare del periodo estivo per riflettere e aspettare settembre, quando si aprirà la seconda parte del lustro di governo. E c’è da giurarci che a settembre, insieme al rimpasto di Giunta, inizierà anche la campagna elettorale per le elezioni del febbraio 2018. Nessuno vuol farsi trovare impreparato, infatti, qualora l’11^ legislatura non riuscirà ad arrivare alla fine del quinquennio.

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