Politica

Palazzo Moffa, questione di giorni per il rimpasto. Cotugno subentra a Niro, Veneziale al posto di Scarabeo. Equilibri della maggioranza messi a rischio dall’ex Udeur?

La conferenza stampa del 'Molise di tutti'
La conferenza stampa del ‘Molise di tutti’

FABIANA ABBAZIA

Giro di boa a Palazzo Moffa per l’elezione del Presidente del Consiglio. Una partita che dovrebbe chiudersi entro il mese di ottobre e per la quale in pole per subentrare a Vincenzo Niro c’è Vincenzo Cotugno, che ormai dal lontano 2013 reclama un giusto riconoscimento per l’appoggio dato al governatore Frattura.

Nessun cambiamento eclatante, invece, per quanto riguarda l’esecutivo nel quale quasi con certezza Carlo Veneziale subentrerà all’ex assessore regionale dimissionario, Massimiliano Scarabeo, finito ai domiciliari lo scorso mese di maggio.

Dunque, maggiore rappresentanza per l’area isernina in questo riassestamento di metà mandato, dove le azioni dei componenti politici guardano lontano, ovvero a una campagna elettorale che diventa sempre più vicina. Ancora una volta però, nonostante più di qualche voce di corridoio, Frattura rinuncia ad avere una donna tra le fila del suo governo, abbandonando così l’idea di ‘tirare dentro’ la renziana Fanelli.

Sempre per il ‘rimpasto’ potrebbe inoltre esplodere la ‘grana’ Vincenzo Niro, il quale potrebbe essere il grande escluso. Due anni e mezzo fa, Niro aveva infatti un peso specifico pari a due; dimezzatosi in seguito al litigio con Nunzia Lattanzio a suon di carte arrivate sin dentro i tribunali, e lo stesso Niro ora potrebbe essere ‘ricompensato’ con una presidenza di commissione. Però, a discapito di chi? L’indiziato a questo punto potrebbe essere Totaro, l’unico della maggioranza che a inizio anno non firmò il documento di appoggio a Frattura. Niro rappresenta un problema per gli equilibri, ma nemmeno tanto, perché per uno che potrebbe tornare alle origini (da Iorio, ndr), ci sarebbero almeno due consiglieri disposti ad appoggiare il centrosinistra in caso di necessità, uno (Monaco) indipendente, eletto nella coalizione di Massimo Romano, l’altro espressione matesina di un centrodestra che fatica a ritrovare la sua identità e a ricostituirsi. D’altronde, andare a casa in anticipo non conviene a nessuno, sia per l’emozione, sia perché col rimpasto inizia ufficialmente la campagna elettorale, in vista delle Regionali di febbraio 2018.

Intanto, rientra la polemica sull’ipotetica rottura tra Frattura e Di Pietro, che l’ex pm non aveva tenuto segreta durante la conferenza stampa dello scorso 28 settembre a Termoli. In quell’occasione, con una frase lapidaria, Di Pietro aveva, infatti, messo in conto anche una sua scesa in campo in qualità di candidato presidente alle prossime regionali. Ipotesi poi smentita dal figlio, il consigliere regionale Cristiano Di Pietro, che almeno per il momento ha ribadito la propria fiducia al governatore. Ma in politica si sa, è sempre valida la citazione “del domani non v’è certezza”.

 

redazione

CBlive

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